giovedì 21 maggio 2015

Milazzo, defezione dei candidati a sindaco all'incontro pubblico organizzato da ZWSicilia sulla gestione dei rifuti

L’incontro organizzato dal Circolo territoriale Zero Waste Sicila di Milazzo svoltosi Lunedì 18 maggio a Palazzo D’Amico è stato un tentativo, non del tutto  riuscito, di mettere al centro dell’attenzione generale e, in particolare, dei candidati a sindaco la soluzione della complessa questione rifiuti.  Il confronto con i candidati alla carica di sindaco - cui era stato proposto di aderire alla strategia Rifiuti Zero con apposita delibera comunale o di giunta, inviando loro preventivamente il testo del protocollo Rifiuti Zero entro il 2020, della delibera e delle proposte di ZWSicilia su cui avrebbero dovuto esprimersi - non c’è stato perché i candidati hanno fatto un’apparizione e sono andati via molto  prima del loro previsto intervento, adducendo impegni di campagna elettorale. Non c’è stato un minimo di interesse, da parte dei candidati sindaco, neppure  per il Piano di intervento dell’Aro Milazzo, illustrato dal dr. Domenico Lombardo. Eppure i candidati sapevano che il piano di intervento era uno dei temi del convegno. Il piano definisce il modello di gestione e degli investimenti, e predispone la ricognizione tecnica dei servizi da svolgere, la necessità di strutture, impianti, mezzi e manodopera, nonché il livello di efficienza ed efficacia gestionale. Tutte informazioni di enorme importanza per un candidato sindaco perché si tratta del piano che si dovrà attuare tra alcuni mesi e a cui dovrà fare riferimento, giocoforza, chi sarà eletto. L’incontro è stato presieduto e moderato da Elena Caragliano del Circolo Zero Waste di Milazzo. Il presidente di  ZWSicilia Beniamino Ginatempo ha illustrato nella sua relazione come i rifiuti siano il risultato della struttura lineare dell’attuale sistema economico, in confronto con la struttura circolare dei fenomeni naturali che non creano rifiuti, e come la strategia Rifiuti Zero sia una tecnica realizzabile in 10 passi che può davvero fare la differenza, rappresentare l’alternativa alla discarica e agli inceneritori, e indirizzare lo sviluppo della società e dell’economia verso la sostenibilità. L’unico testimonial politico a parlare è stato l’assessore Salvatore Gitto in rappresentanza del  candidato Carmelo Pino (sindaco uscente che aveva garantito la sua presenza fino ad certo orario – cosa non avvenuta -  avvertendo che avrebbe delegato l'assessore all'ambiete in sua assenza). L’assessore Gitto ha avuto gioco facile  e campo libero ribadendo quanto di buono  l’amministrazione uscente lascerà a chi verrà dopo. Quello che di buono verrà. non è dato sapere: il Piano di intervento non è visionabile e, dunque, valutabile in modo puntuale. L’unica certezza è la percentuale di Raccolta Differenziata al 3.76% (invece del 65%) nei primi quattro mesi del 2015. Ad oggi, nessuna efficace azione è stata adottata dell’amministrazione in carica per migliorare l’attuale modello stradale di RD. È prevedibile che tale percentuale di raccolta rimarrà ferma per i prossimi sei-otto mesi  e ciò non si può considerare un buon lascito.
I candidati  Lorenzo Italiano e Giuseppe Ragusi hanno abbandonato la sala prima della conclusione della prima relazione. Il candidato Giuseppe Marano è andato via prima che iniziasse l’interveneto del secondo relatore. Il candidato Giovanni Formica è stato l’ultimo a lasciare il posto in prima fila. Il candidato Carmelo Formica è stato l’unico a comunicare per tempo  che non sarebbe venuto e si sarebbe fatto sostituire da un rappresentante di una delle liste a lui collegate; sfortunatamente questa/o rappresentante non s’è fatta/o vedere. La cosa che suscita un certo stupore non è tanto la deplorabile “fuga” dei candidati, ma il fatto che contemporaneamente è andato via tutto il loro entourage e a nessuno è stato affidato il compito di rappresentare le posizione dei candidati sulle proposte di ZWSicilia e/o il modello di gestione previsto dal loro programma.
Il Circolo ringrazia i cittadini, le associazioni e i candidati delle liste che hanno partecipato all’incontro;  tutti i cittadini che hanno firmato la petizione contro la possibilità di riconversione della centrale termoelettrica di Archi a CSS. Sono state raccolte più di 50 firme. Un buon risultato in quanto molti dei presenti avevano già firmato la petizione.  Un ringraziamento particolare va a quanti intervenendo nel dibattito finale hanno arricchito con le loro argomentazioni e osservazioni i contenuti del convegno. Un ringraziamento speciale va ai due relatori. A tutti i candidati sindaco l’augurio di una competizione elettorale serena.
Il Circolo Territoriale di Milazzo continuerà la sua attività perseguendo i fini statutari dell’associazione ZWSicila che si fondano sul principio di solidarietà e del rispetto della persona umana, nonché sul rispetto e sulla tutela della Natura e dell’Ambiente. 



giovedì 14 maggio 2015

Per un futuro senza discariche e inceneritori

Lunedì 18 maggio, ore 17.30 a Palazzo D’Amico, "La Strategia Rifiuti Zero" e il Piano di intervento dell’Aro Milazzo saranno i temi centrali del convegno organizzato dal Circolo Territoriale Zero Waste Sicilia di Milazzo. Due i relatori: il prof. Beniamino Ginatempo, presidente di ZWSicilia e il dr. Domenico Lombardo, responsabile del 3° Ufficio di Staff del Comune di Milazzo. È previsto l’intervento dei candidati sindaco alle elezioni amministrative del 31 maggio e 1 giugno (C. Formica. G. Formica, L. Italiano, G. Marano, C. Pino e G. Ragusi), e un dibattito pubblico, aperto alla partecipazione dei cittadini, moderato da Elena Caragliano, referente del Circolo.

La strategia Rifiuti Zero segna il cammino verso una società della riduzione e del riciclo dei rifiuti, della riparazione e del riuso dei beni, che esclude il ricorso agli inceneritori, mentre prevede un utilizzo temporaneo delle discariche. Per raggiungere tale scopo è necessario che tutti gli attori interessati siano consapevoli dei compiti e delle specifiche responsabilità che ciascuno dovrà assumersi. È responsabilità dei cittadini, a valle, trasformare “con le loro mani” i rifiuti prodotti in materie prime seconde attraverso la loro differenziazione; a monte, invece, è responsabilità dei produttori, cessare la produzione di quei beni che, una volta esaurita la loro funzione, non possono essere riciclati o compostati; è responsabilità degli amministratori garantire una capillare informazione e formazione ai cittadini, una organizzazione efficiente, efficace, trasparente e la chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso politiche di riduzione e riuso delle risorse, la raccolta porta a porta dei rifiuti e un’impiantistica del riciclo adeguata alle necessità.

Durante tutto il convegno sarà attivo un banchetto per la raccolta firme della petizione popolare indirizzata alle autorità nazionali, regionali e locali con la quale viene chiesto che venga negata l'autorizzazione ad ogni ipotesi di conversione della centrale termoelettrica di San Filippo del Mela che preveda l'utilizzo del CSS o comunque l'incenerimento di rifiuti in qualsiasi forma. I candidati sindaco potranno sfruttare l’opportunità di chiarire la loro posizione anche su quest’importante aspetto che potrebbe aggravre il problema dell'iinquinamento ambientale che afflige il territorio di Milazzo e di tutta la Valle del Mela.

lunedì 27 aprile 2015

L'albero delle buone pratiche cresce

Locandina
Domenica 3 maggio al Castello di Milazzo si svolgerà la terza edizione di “Verde in Festa. La fiera del cittadino consapevole”. Un evento da non perdere sia per la cornice in cui si svolge sia per l'opportunità di degustare prodotti siciliani di eccellenza. Verde in Festa, oltre a rappresentare una preziosa occasione per la promozione e commercializzazione di prodotti agricoli, alimentari e artigianali del mercato locale, stimola momenti d’incontro e confronto,  promuove conversazioni sulle buone pratiche dei cittadini. Sensibilizza bambini e adulti sui temi del riuso, riciclo, rispetto dell’ambiente, consumi consapevoli e stili di vita sostenibili. Infine, Verde in Festa è un'occasione imperdibile per visitare e conoscere il grande patrimonio artistico e paesaggistico che la cittadella fortifica di Milazzo  (meglio nota come “il Castello”) custodisce. 




venerdì 17 aprile 2015

Riuso? Si, grazie!

Locandina
Domenica 19 aprile 2015 ritorna la Festa del  Riuso a Santa Teresa di Riva. Chiunque abbia oggetti o beni, in buono stato, da scambiare o donare è invitato a portarli in Piazza Municipio dalle 10 alle 13. I beni scambiati o donati non si trasformeranno in rifiuti, la loro vita si allungherà, con evidenti vantaggi sociali, economici e ambientali. Fate il passa parola, invitate i vostri amici a partecipare. La festa è anche un occasione per discutere e confrontarsi  sulle buone pratiche, sulla raccolta differenziata, sul riuso, sul riciclo. Vi aspettiamo. Portate i  vostri bambini. Sensibilizziamo i nostri figli con esempi positivi e concreti. Gettare beni ancora utilizzabili nell'immondizia è uno spreco deprecabile. Lo spreco è un nemico da combattere e la Festa del Riuso è sicuramente un esempio fertile per far crescere cittadini consapevoli del valore del no-spreco e del rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Gazebo del riuso in Piazza Municipio a S.Teresa di Riva

giovedì 9 aprile 2015

65% di RD a Milazzo: missione possibile

Nuovo progetto di raccolta per la Citta di Milazzo che coinvolga amministratori, associazioni e cittadini per il bene comune
L’istituzione delle Aree di raccolta ottimale (Aro) previste in una legge regionale  del 2013, che ha modificato la legge regionale n.9/2010 di riforma degli Ato in Sicilia, consente ai Comuni la possibilità di procedere all’affidamento del  servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti sulla base di un Piano di intervento idoneo a dimostrare che l’organizzazione del servizio di igiene ambientale nell’Aro del proprio territorio rispetta i principi di differenzazione, adeguatezza, efficienza, efficacia ed economicità. Nel dicembre del 2013 con delibera di Giunta è stata istituita l'Area di raccolta ottimale (Aro) coincidente con la delimitazione territoriale del Comune di Milazzo. Ad ottobre del 2014 il Piano di intervento, redatto da un esperto del settore, individuato con gara d'appalto a procedura negoziata, è stato trasmesso al competente assessorato regionale per l’approvazione. Successivamente, il piano è stato rimodulato dal professionista incaricato e fatto pervenire al Comune il 27 gennaio 2015. Infine con apposita delibera del 3 marzo 2015,  il piano è stato approvato dalla Giunta e ritrasmesso a Palermo per l'approvazione.

Il Piano di intervento rappresenta il principale strumento di attuazione del modello di gestione del ciclo dei rifiuti a livello locale e illustra com'è organizzato il servizio di igiene ambientale nel territorio e i costi complessivi necessari per l'esecuzione del servizio. Inoltre, descrive quali interventi sono stati individuati al fine del conseguimento degli obiettivi di raccolta previsti (65% di RD). Affrontare la questione rifiuti vuol dire, per noi cittadini, collaborare con l’Amministrazione comunale ed essere protagonisti  del cambiamento. Vuol dire poter combinare dei momenti di discussione e confronto con momenti di informazione e formazione. Vuol dire un maggiore impegno nel ridurre la quantità di rifiuto che produciamo e un maggiore impegno nel differenziare bene tutte le frazioni di materia per aumentare  la quantità e qualità delle risorse recuperate.
In attesa che il piano sia reso pubblico, sottopongo alla vostra attenzione alcuni punti che dovrebbero contraddistinguere un efficace progetto di raccolta rifiuti.

giovedì 26 marzo 2015

Zero Waste Sicilia, Report Audizione Commissione Parlamentare d'inchiesta Ecoreati

San Paolino (Milazzo)
Ieri 25/03/2015 alle ore 15,20 presso la Prefettura di Palermo sono state audite le associazioni ambientaliste dalla Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e i reati connessi. Zero Waste Sicilia, attraverso la componente del direttivo Anna Bonforte e il segretario Salvatore Durante, hanno rappresentato alla Commissione, presieduta dall'onle Bratti, tre casi emblematici della nostra regione che si configura come la Terra delle Discariche private ed illegali alle quali si aggiungono anche le discariche a cielo aperto. Primo esempio, la Valle del Mela dove il ritrovamento di rifiuti speciali tra cui il pericoloso amianto non ancora "censito", nonostante la legge regionale n 10 del 29/04/2014, illumina pesantemente in negativo la mancata istituzione dei registri, presso il Dipartimento della Protezione Civile,  dei siti, degli edifici e dei lavoratori di cui non si ha, pertanto, materiale contezza. Zero Waste Sicilia ha raccontato dell'inquinamento da tubi eternit del torrente Floripotema, gia` denunciata 1 anno fa`, ha poi raccontato del sistema dell'eterna emergenza e del "disordine organizzativo" per il non smaltimento dei rifiuti delle discariche di Mazzara` Sant'Andrea/Furnari a meno di 100 metri dai primi insediamenti abitativi e meno 300 in linea d'aria dal centro abitato con tutte le mancate autorizzazioni, piu`di  1.000.000 di metri cubi di abbancamenti oltre il limite di capacita` della discarica, il percolato nel pozzo d'acqua idropotabile Lacco, le collusioni con i dipendenti infedeli della Regione siciliana e la stessa storia che si ripete pari pari nel caso di Motta Sant'Anastasia/Misterbianco meno 500 metri dal centro abitato, sversamento nei  torrenti Rosa e Cubba, autorizzazioni all'ampliamento comprate e poi revocate e oltre 2.500.000 di metri cubi abbancati e i camion di mezza Sicilia, 221 comuni su 390, che circolano con capienze da 26 mc ciascuno.
L'Ing. Durante ha denunciato l'elusione, se non l'evasione fiscale, che si è realizzata in Sicilia quando si è ridotta della metà il "tributo speciale per il conferimento in discarica".
Il tutto ha avuto origine nel 2009 da una interpretazione errata da parte della Regione siciliana di una circolare del 2009 del Ministero dell'Ambiente, allora diretto da Marco Lupo. Interpretazione errata e smentita da giudizi e dalla stessa UE, ma mai corretta nella sua applicazione. La qual cosa ha causato perdite per decine di milioni di euro alla Regione siciliana con effetti negativi sul finanziamento di impianti alternativi alle discariche.
Il Presidente della Commissione ha esplicitamente chiesto se per questo illecito era stato presentato esposto e l'Ing. Durante ha preannunciato un atto in tal senso da parte di Zero Waste Sicilia.
Zero Waste Sicilia ha infine consegnato materialmente la documentazione dei reati individuati e un quaderno sulla contrarieta` alla produzione del CSS (Combustibile Solido Secondario) come promemoria per la legislazione nazionale che si sta occupando in questi giorni della calendarizzazione della Legge d'Iniziativa popolare "Rifiuti Zero, verso la sostenibilita`" e del disegno di legge sui reati ambientali non ancora previsti.
Sono state altresi audite l' associazione "Fare Ambiente" presente con il suo coordinatore regionale l'ex onle Nicola Nicolosi e l'architetta Lima,  si sono concentrati sulla discarica Bellolampo, sull'intreccio confindustria/regione annoverando nelle omissioni dei controlli il vulnus della difesa della salute dei cittadini e dell'ambiente. Il WWF presente con il referente provinciale Pietro Ciulla ha ribadito l'importanza dell'opera di sensibilizzazione che associazioni volontarie e diffuse, come il WWF, svolgono costantemente sul territorio.

www.zerowastesicilia.it

sabato 21 marzo 2015

Milazzo, i dati (Ispra) della raccolta differenziata


I dati sui rifiuti urbani di tutti i comuni italiani sono stati acquisiti dall'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ed elaborati e pubblicati online con cadenza annuale e visionabili accedendo alla sezione Catasto Rifiuti - Rifiuti Urbani. Il Catasto dei rifiuti assicura un quadro conoscitivo completo e costantemente aggiornato in materia di produzione e gestione dei rifiuti urbani e speciali. Cliccando sull'immagine si leggono i dati della raccolta differenziata relativi al Comune di Milazzo. Il trend della raccolta differenziata è veramente allarmante. il 2,58% di raccolta differenziata nel 2013 non lascia sperare nulla di buono se non saranno adottate opportune strategie per cambiare verso e se non ci sarà un coinvolgimento positivo dei cittadini, delle imprese, delle attività commerciali e una completa accettazione delle modalità di raccolta differenziata previste dal nuovo piano. A Milazzo e in tutti i comuni del comprensorio della Valle del Mela serve una raccolta dei rifiuti intelligente, un nuovo progetto che sfrutti le tecnologie più moderne e le buone pratiche. La Giunta municipale ha approvato il Piano di intervento della costituita Area di raccolta ottimale (Aro) di Milazzo cui spetta la governance dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti. Il nuovo piano è stato inviato l'8 ottobre 2014 al competente Assessorato regionale per l'approvazione. Peccato, però, che il piano non sia ancora pubblico e visionabile sul sito del Comune per permettere ai cittadini di esprimersi in merito agli obiettivi strategici e al metodo del modello proposto e contribuire al suo miglioramento con suggerimenti e osservazioni.

lunedì 16 marzo 2015

Petizione popolare per dire “No alla conversione a CSS della centrale elettrica Edipower di S.Filippo del Mela”

È partito ieri l’evento itinerante del movimento spontaneo “No inceneritori del Mela” dal titolo “Ci avete rotto i polmoni  - tour”. Lo scopo del tour è di informare e sensibilizzare i cittadini della Valle del Mela  e raccogliere le firme per una Petizione Popolare, con la quale si chiederà alle autorità competenti nazionali, regionale e locali di negare l’autorizzazione ad ogni ipotesi di conversione della centrale elettrica di San Filippo del Mela che preveda l’utilizzo del CSS (Combustile Solido Secondario), ovvero, di bruciare la frazione indifferenziata dei rifiuti solidi urbani. Nella petizione (clicca qui per scaricare la petizione) vengono ben spiegati le motivazioni e le ragioni della netta opposizione all’utilizzo del CSS.  Bruciare la spazzatura nella centrale di Archi aggraverebbe ulteriormente l’impatto ambientale complessivo. La prima tappa del  tour si è tenuta ieri ad  Olivarella, dove in poche ore, in Piazza Cannistraci, sono state raccolte più di 300 firme. Prossima tappa sarà il 22 marzo a Venetico e il 29 marzo a Milazzo


giovedì 26 febbraio 2015

Nuova gestione rifiuti, campa cavallo che l’erba cresce

Strategia Rifiuti Zero (Zero Waste)
Qualsiasi strategia vincente richiede alcuni obiettivi e un piano d’azione. Nel campo dei rifiuti un obiettivo fondamentale è quello di garantire il recupero delle risorse ovvero dei materiali che compongono i rifiuti per proteggere le scarse risorse naturali di cui disponiamo, impedendo il loro seppellimento nelle discariche o la loro distruzione negli inceneritori (termovalorizzatori). In questo modo si persegue l’obiettivo, anch’esso fondamentale, di garantire la salute del Pianeta e di chi ci vive. Un piano d’azione coerente con gli obiettivi deve comprendere  la riduzione dei rifiuti, il compostaggio, il riciclo e il riutilizzo, un cambiamento nelle abitudini di consumo, la riprogettazione industriale. Ma altrettanto importante, per una strategia vincente è creare un nuovo approccio nel rapporto tra rifiuti e persone. Si tratta di un nuovo modo di pensare e agire con lo scopo di salvaguardare la salute e migliorare la vita di chi, in un modo o nell’altro, ha a che fare con i rifiuti, ovvero, tutti noi. Per creare questo nuovo approccio occorre una costante opera di formazione, informazione, motivazione e coinvolgimento dei cittadini.

"L’Urega ritarda l’esame delle offerte"
Nei comuni del nostro comprensorio, ad oggi, nulla è stato fatto per recuperare le risorse contenute nei rifiuti urbani. Nulla è stato fatto per coinvolgere e informare i cittadini e per ridurre i costi di gestione che determinano la tariffa rifiuti.  Tutti i comuni si sono mossi con colpevole ritardo. È di qualche giorno fa una notizia di stampa che fa sorridere, ma anche capire, com’è facile addossare agli altri e mai a stessi le responsabilità. Secondo quanto si legge nell’articolo, il comune di Santa Teresa di Riva ha mandato una lettera di sollecito all’Urega per chiedere che venga accelerato l’iter per la nomina della commissione che dovrà esamine le offerte delle sei ditte che hanno partecipato alla gara d’appalto, rappresentando i maggiori costi cui va incontro il Comune (stimati in  40.000 euro al mese) per ogni giorno di ritardo della nuova gestione.  A chi dovrebbero rivolgersi i cittadini utenti per chiedere un risarcimento del danno economico che hanno, sino ad ora, subito per il ritardo con cui i comuni (incluso il comune di Santa Teresa di Riva) hanno predisposto gli adempimenti previsti dalla legge regionale n.9/2010 ed in particolare la redazione e trasmissione dei piani di intervento e l’adozione degli atti necessari per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti? Il primo Aro costituitosi nel nostro comprensorio (Aro del Dinarini) ha presentato il piano di intervento alla Regione a giugno 2013. Il Piano è stato approvato a settembre 2013.  L’Aro S.Teresa di Riva avrebbe potuto e dovuto ottenere l’approvazione del piano di intervento anch’esso a settembre 2013, se si fosse mosso con gli stessi tempi dell’ex Aro del Dinarini. Invece, il piano di intervento è stato presentato a settembre 2013 ed ha avuto l’approvazione a marzo 2014. Circa sei mesi di ritardo, quantificabili in un maggiore costo per i cittadini utenti di 240.000 euro.

“Mi dimetto per candidarmi a Sindaco di Savoca”
Altra cosa che fa sorridere è la buffa, ai miei occhi, uscita del Sindaco De Luca che ha detto che si dimetterà(?) per candidarsi a sindaco del comune di Savoca. La motivazione sembra essere pretestuosa: vuol diventare sindaco di Savoca per riunificare i due comuni. Potrebbe essere una buona cosa se le due cittadinanze fossero d’accordo. Ma per verificare ciò non è necessario che egli diventi Sindaco di Savoca. Non mi pare che per procedere alla riunificazione dei due comuni sia necessario che qualcuno abbia fatto il sindaco in entrambi i comuni. Il sospetto è che De Luca abbia escogitato questo pretesto perché non vuole rimanere politicamente "disoccupato", non potendosi ripresentare, alla scadenza,  come Sindaco a Santa Teresa di Riva,  per via della promessa, fatta in campagna elettorale, di un solo mandato. La motivazione suona pretestuosa anche perché il Sindaco De Luca a tutto sembra interessato fuorché a riunificazioni ed unioni di comuni, soprattutto quando non è Lui a dirigere e manovrare. Quando c’è stata la possibilità di fare un Aro comprensoriale (associare tutti i comuni del comprensorio o parte di essi in modo da assicurare il conseguimento di economie di scala e obiettivi di efficienza ed efficacia della gestione dei rifiuti), nonostante le sollecitazioni in tal senso, ha preferito (senza chiedere ai cittadini se fossero d’accordo o meno) costituire un Aro in forma singola. Diciamo che predilige unire o dividere a seconda delle sue personali esigenze e/o convinzioni.

venerdì 20 febbraio 2015

Le alternative all’incenerimento dei rifiuti

“La truffa del CSS” è il titolo dell’incontro pubblico che si terra Sabato 21 febbraio alle ore 17:00 ad ARCHI (S. Filippo del Mela) presso la Sala Parrocchiale. L’incontro è organizzato da Zero Waste Sicilia – Circolo Valle del Mela per fare chiarezza sul CSS (Combustibile Solido Secondario), ovvero la quota combustibile dei rifiuti, comunemente bruciata negli inceneritori, che l’Edipower ha recentemente avanzato l’ipotesi di utilizzare come combustibile nella centrale elettrica di San Filippo del Mela.
 Il problema dell’incenerimento dei rifiuti è legato essenzialmente alle emissioni di sostanze inquinanti sia nell’atmosfera che negli altri mezzi, all’insostenibilità e incompatibilità con altri sistemi di gestione dei rifiuti.
Le diossine sono gli agenti inquinanti più conosciuti prodotti dagli inceneritori. Sono  causa di una gran quantità di problemi di salute, incluso il cancro, danni al sistema immunitario, problemi riproduttivi e legati allo sviluppo. Le diossine “bio-ingrandiscono”, nel senso che, tramite la catena alimentare, passano da preda a predatore, concentrandosi nella carne e nei prodotti caseari, per raggiungere infine l’uomo. Le diossine destano particolare  preoccupazione perché sono presenti ovunque nell’ambiente (e nell’uomo) a livelli che è dimostrato causano problemi sanitari, ed oggi intere popolazioni soffrono degli effetti negativi di queste sostanze. In tutto il mondo, gli inceneritori sono la fonte primaria di diossine.
Il sistema di incenerimento è anche causa dell’inquinamento da mercurio. Il mercurio è una potente neurotossina che indebolisce le funzioni motorie, sensorie e cognitive; inoltre, la contaminazione da questo metallo sembra essere molto diffusa. Gli inceneritori sono una fonte importante anche di altri metalli pesanti inquinanti, come piombo, cadmio, arsenico e cromo.
Altre sostanze pericolose che suscitano timori includono gli idrocarburi alogenati (non-diossina), i gas acidi precursori delle piogge acide, il particolato, che ostacola le funzioni polmonari ed i gas serra. Tuttavia, la caratterizzazione delle emissioni di sostanze inquinanti da parte degli inceneritori non è ancora completa e molti composti non identificati sono presenti nelle emissioni atmosferiche e nelle ceneri.
La tecnologia dell’incenerimento è incompatibile con le altre forme di gestione dei rifiuti, in quanto compete per lo stesso finanziamento e per i medesimi materiali da smaltire, minacciando la pratica della separazione alla fonte che è alla base di una corretta gestione dei rifiuti.

Quali sono le alternative all’incenerimento?
Le discariche non sono un’alternativa percorribile in quanto non sostenibili e problematiche dal punto di vista ambientale. Le alternative devono orientarsi verso tre linee di principio:
  1. riduzione (minimizzazione) dei rifiuti
  2. separazione dei rifiuti (raccolta differenziata), così che ogni frazione può essere composta o riciclata
  3. riprogettazione dei prodotti per facilitare il riciclaggio del bene di consumo al fine del suo ciclo di vita.
La natura mista dei rifiuti urbani distrugge gran parte del suo valore: i materiali organici contaminano i rifiuti riciclabili e le sostanze tossiche distruggono l’utilità di entrambi. Inoltre, una parte sempre maggiore della corrente di rifiuti è costituita di materiali sintetici e prodotti sul mercato non ideati per un facile riciclaggio, che devono quindi essere riprogettati per essere compatibili con i sistemi di riciclaggio o altrimenti essere eliminati progressivamente dalla produzione.
Il trattamento dei rifiuti organici è la componente più importante nella gestione dei rifiuti urbani. I rifiuti organici dovrebbero essere compostati o dati da mangiare agli animali per far ritornare le sostanze nutrienti al suolo. Così facendo si assicurerebbe anche un flusso incontaminato di riciclabili, che è la chiave dell’economia di una gestione dei rifiuti alternativa. Il riciclaggio crea molti più posti di lavoro per tonnellata di rifiuto di qualsiasi altra attività e genera un flusso di materiali che può alimentare l’industria.
L’ostacolo più grande per il riciclaggio, comunque, è il fatto che la maggior parte dei prodotti non è progettata per essere riciclata al termine del ciclo di vita, e questo avviene perché i produttori hanno pochissimi incentivi economici. La Responsabilità Allargata del Produttore (Extended Producer Responsibility) è un approccio politico che richiede ai produttori di gestire i loro prodotti e gli imballaggi dopo l’immissione sul mercato. Ciò darebbe l’incentivo necessario per progettare nuovamente i loro beni di consumo, senza includere materiali pericolosi, allo scopo di indirizzarli al riciclaggio dopo il loro impiego.
L’applicazione della responsabilità allargata del produttore ed il divieto sulla commercializzazione di alcuni prodotti favorirebbero la riprogettazione industriale da una parte, mentre dall’altra la separazione del flusso dei rifiuti, il compostaggio ed il riciclaggio potrebbero favorire i sistemi alternativi, evitando lo smaltimento dei rifiuti urbani in discarica o negli inceneritori.



martedì 10 febbraio 2015

Interesse generale, solidarietà, sussidiarietà

di Gregorio Arena.

Immaginate un’architrave sostenuta da due colonne. Sull’architrave c’è scritto Interesse Generale, mentre su una colonna c’è scritto Solidarietà, sull’altra Sussidiarietà. L’immagine vuole esprimere il concetto secondo il quale sviluppando la solidarietà e la sussidiarietà si realizza l’interesse generale. Ma cos’è l’interesse generale? Se ne possono dare diverse definizioni, naturalmente, ma dal nostro punto di vista è nell’interesse generale tutto ciò che contribuisce alla pienezza dell’essere umano.
Lo conferma anche la Costituzione quando all’art. 3, 2° comma attribuisce alla Repubblica come fine costituzionalmente centrale il pieno sviluppo della persona. Se la Costituzione dispone che il compito dell’intero sistema dei pubblici poteri (la Repubblica) consiste nel creare le condizioni per la piena realizzazione di ciascun essere umano, delle sue capacitazioni e talenti, ciò significa che tale pieno sviluppo è nell’interesse generale. Altrimenti non si spiega perché, dopo aver affermato all’art. 1 la sovranità popolare e all’art. 2 l’inviolabilità dei diritti dell’uomo, all’art. 3 affermi con altrettanta solennità la pienezza dell’essere umano come obiettivo fondamentale cui tutto l’agire pubblico (ma anche privato! Anche noi cittadini siamo “la Repubblica”) deve essere finalizzato.

venerdì 6 febbraio 2015

Assemblea annuale Zero Waste Sicilia

Si terra Domenica 8 febbraio 2015 alle ore 10, a Misterbianco (CT) presso il Teatro Municipale, l’Assemblea annuale di Zero Waste Sicilia. Nel corso dell’assemblea saranno presentate le proposte per una gestione europea ed efficiente delle risorse chiamate rifiuti. Per leggere il Comunicato stampa dell'evento clicca (QUI)

Contributo al dibattito pubblico
Ancorché sia necessario valorizzare e spingere il più possibile al recupero, riuso e riciclo di tutte le risorse (materie) contenute nei rifiuti solidi urbani, la priorità è attuare politiche di prevenzione e riduzione,  ovvero, mettere in atto le migliori pratiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti, fare formazione e informazione ai cittadini, rivolgersi ai settori industriali e produttivi per orientare i modelli di design, progettazione e produzione che incidono sulla generazione dei rifiuti. Bisogna percorrere nuove strade. Gran parte dei rifiuti  si possono ridurre, semplicemente, legiferando -  sull’esempio di San Francisco, prima grande città al mondo ad aver vietato le bottiglie di plastica per l’acqua da bere – per bandire dalla nostra Isola,  bottiglie e sacchetti di plastica, l’utilizzo di batterie che non siano ricaricabili, l’utilizzo di pannolini usa e getta, imballaggi e contenitori di difficile smaltimento, l’uso di bicchieri e posate di plastica nelle mense scolastiche, negli ospedali e negli esercizi pubblici, giusto per fare alcuni esempi.
Bisognerebbe disincentivare o non consentire la produzione e/o l’accesso nella nostra Isola di prodotti che non possono essere riutilizzati, riparati, ricostruiti, rinnovati, rifiniti, rivenduti, riciclati o compostati. In questi casi, alcune produzioni devono essere ridotte, ridisegnate o rimosse dalla produzione. A mali estremi, rimedi estremi. Si abbia coraggio. La Sicilia potrebbe diventare un esempio per tutti. È solo questione di volontà politica.
Il problema dei rifiuti in Sicilia deriva anche dall’assenza di un’adeguata strategia e gestione unitaria del sistema, a cui corrisponde una carenza logistica e degli impianti di trattamento per le varie frazione della raccolta  differenziata, incluso il residuo secco. Mancano gli impianti per il trattamento dell’umido da raccolta differenziata e gli impianti di trattamento meccanico-biologico per il recupero di materia dal residuo secco, prima del conferimento in discarica della sola parte di materia non recuperabile. Mancano le piattaforme per il conferimento delle varie frazioni alle filiere del riciclo. Manca un piano regionale dei rifiuti degno di questo nome. Va modificata la legge regionale di riforma degli Ato (legge n.9/2010). L’istituzione degli Aro avrebbe potuto essere un aspetto positivo e imprimere un’accelerazione alla nuova gestione dei rifiuti, invece, temo, si rivelerà controproducente se viene rotto il vincolo tecnico-economico della gestione unitaria e integrata. È stato un errore  aver previsto che i comuni si potessero costituire in Aro sulla base di perimetrazioni  territoriali da loro stessi definite. I criteri di riferimento avrebbero dovuto essere ricondotti, ai principi di prossimità, autosufficienza, efficacia, efficienza, minimizzazione della movimentazione dei rifiuti. Si sarebbe dovuto prevedere, come criterio della perimetrazione degli Aro, la collocazione sul territorio degli impianti intermedi a cui conferire i rifiuti raccolti sia per ridurne la movimentazione sia per ottimizzare il grado di utilizzo degli impianti in relazione allo loro capacità potenziale. L’istituzione degli Aro con una perimetrazione ottimale avrebbe potuto/dovuto escludere l’istituzione degli ambiti territoriali ottimali (ATO). A questo propisto il  decreto legislativo n.152 del 2006 all’art. 200 comma 7 prevede che: “Le regioni possono adottare modelli alternativi o in deroga al modello degli Ambiti Territoriali Ottimali laddove predispongano un piano regionale dei rifiuti che dimostri la propria adeguatezza rispetto agli obiettivi strategici previsti dalla normativa vigente, …”
Non vanno trascurati gli aspetti riguardanti la trasparenza del sistema, oltre a rendere immediati, noti  e visionabili  al pubblico tutti i dati di raccolta e gestione, si dovrebbe istituire un osservatorio dei rifiuti in ogni comune, in modo da facilitare il controllo da parte dei cittadini. A tal riguardo, la legge regionale 9/2010 all’art. 4, comma 2, lettera n), prevede che i comuni “verificano lo stato di attuazione della raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore anche attraverso un comitato indipendente costituito da rappresentanti delle associazioni  ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici”.


mercoledì 4 febbraio 2015

Manifestazione contro l'inceneritore del Mela

COMUNICATO
Sabato 7 Febbraio saremo in piazza Campetto ad Archi per fermare l'ennesimo attentato alla nostra vita. Dopo gli impianti di produzione di idrogeno liquido e tutte le alltre nocività della raffineria di Milazzo, dopo l'avvelenamento elettromagnetico dell'elettrodotto TERNA Sorgente-Rizziconi, un enorme inceneritore verrà costruito a sostituire la già mortifera centrale Edipower. A meno ché noi non li fermiamo: e siamo determinati a farlo.
Noi rifiutiamo che le nostre vite vengano stritolate dalla disumana scelta tra tumori o disoccupazione, utile solo ai profitti di pochi e alla rovina, malattia e morte di molti.
Dicono che l'inceneritore brucerà CSS per nascondere sotto un nome difficile la verità: SI INCENERIRÀ IMMONDIZIA impastata con idrocarburi per aumentarne il potere calorifero.
Spesso quel che viene presentato come via obbligata è solo una tra le tante opzioni, preferita unicamente per miope calcolo politico e profitto privato.
È FALSO che l'incenerimento di rifiuti sia una soluzione inevitabile, come testimoniano le comunità in Italia e all'estero che riciclano e recuperano la stragrande maggioranza dei rifiuti che producono.
Il CONAI (consorzio nazionale imballaggi) prevede che se arrivassimo, come prescritto dalle normative UE, al 65% differenziata per i rifiuti solidi urbani entro il 2020, questo si tradurrebbe in 90 mila posti di lavoro proprio nel settore del recupero e riciclo.
Criminale è la scelta di quegli “amministratori” che come 60 anni fa, quando iniziò la distruzione e fu impiantata la raffineria di Milazzo, consegnano il territorio e le persone che lo attraversano alle diossine, ai tumori e al sottosviluppo. Impianti come gli inceneritori uccidono moltissimi altri settori produttivi potenziali, come quello agro-alimentare di alta qualità, solo per citarne uno.
Inesorabilmente frapporremo i nostri corpi e le nostre volontà fra le armate del profitto sulla pelle degli altri e le persone in carne ed ossa che attraversano questa martoriata terra, in maniera solidale e complice con le sorelle e i fratelli che lottano contro gli elettrodotti TERNA, il MUOS di Niscemi, il trivellamento dei mari e delle terre e il disboscamento della Val Dittaino per nutrire una mostruosa centrale elettrica biomasse.
Adesso non puoi più tirarti indietro. DIFENDITI! Unisciti alla lotta: vieni a manifestare il 7 febbraio ad Archi.

I comitati NO INCENERITORE VALLE DEL MELA

lunedì 19 gennaio 2015

Chi semina raccoglie, avvio di un orto condiviso nella Riviera Jonica

“Chi semina raccoglie” è lo slogan di una bella e interessante iniziativa promossa da alcune associazioni (Associazione APE, Comitato Jonico Beni Comuni, Sementi Indipendenti e il gruppo Scout Agesci di S. Teresa) che ha l’obiettivo di fare formazione alle persone che vorranno partecipare al progetto di ORTO CONDIVISO da realizzare nella Riviera Jonica. Il progetto prevede una serie di incontri, il primo dei quali ha per titolo “Tutto inizia dai semi biologici e autoctoni” e si terrà DOMENICA 25 GENNAIO dalle ore 10.30 alle ore 12.30 presso  APE Aula Permanente di Ecologia, Pista di Atletica in C.da Mortilla nel Comune di Savoca. Sarà un laboratorio pratico, sulla semina di piante da orto e sui semi biologici a cura di Sementi Indipendenti (banca dei semi siciliani). L’associazione APE, oltre al supporto didattico propedeutico alla creazione di un gruppo, metterà a disposizione un appezzamento terreno per la coltivazione di ortaggi e frutti, con metodi sostenibili. L’idea di orto condiviso ha il pregio di consentire la possibilità di far tornare a vivere grazie all’iniziativa e all’operosità dei cittadini aree dismesse, sotto forma di giardini e orti urbani condivisi.

La legge n. 10 del 14 gennaio 2013 (norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani), che ha come obiettivo il recupero di spazi verdi urbani dismessi, mediante la loro assegnazione ai cittadini, singoli o in associazione, consente la possibilità di avere in concessione appezzamenti per la coltivazione di frutta e ortaggi. Un bel modo di occuparsi dei BENI COMUNI. È auspicabile che i comuni del nostro comprensorio, come è già accaduto in altri comuni italiani, decidano di promuove ed incentivare lo sviluppo di aree verdi condivise rendendo esecutiva la legge e predisponendo regolamenti e quant’altro necessario per la sua applicazione. Il rilancio delle aree verdi abbandonate attraverso la pratica degli orti e giardini condivisi favorisce le amministrazioni comunali e i cittadini a orientarsi verso un uso sostenibile del suolo comunale. Coltivare l’orto aiuta a contrastare lo stress e l’eccessiva sedentarietà, a riscoprire il contatto con la natura; permette di avere a disposizione cibi freschi ricchi di vitamine e Sali minerali; offre numerosi benefici sia per l’ambiente sia per la salute; consente la nascita di nuovi legami sociali.


venerdì 16 gennaio 2015

Festa del Riuso in Piazza Municipio

La seconda edizione della FESTA DEL RIUSO si terrà DOMENICA 18 GENNAIO a SANTA TERESA DI RIVA, Piazza Municipio, dalle ore 10 alle 17.
Il riuso è un efficace sistema di prevenzione dei rifiuti. È auspicabile che il nostro comprensorio si doti di un Centro del Riuso, ovvero di una struttura adeguata a ricevere, a titolo del tutto gratuito beni usati che i cittadini non utilizzano più, come mobili, libri, elettrodomestici, vestiario e tanto altro che può interessare e tornare utile ad altri cittadini, evitando in tal modo di trasformare tali beni in rifiuti con evidenti vantaggi ambientali, sociali ed economici.
La "Festa del Riuso", oltre ad essere un'occasione di sensibilizzazione dei cittadini sulla necessità della prevenzione e riduzioni dei rifiuti e della loro corretta differenziazione, rappresenta un modo concreto e tangibile di promuovere il reimpiego e il riutilizzo dei beni usati.  Prolungare il ciclo di vita dei beni oltre la necessità del primo utilizzatore è un modo virtuoso ed efficace per ridurre la quantità di rifiuti da avviare a trattamento e smaltimento. Inoltre, il riuso ha il vantaggio di ridurre il consumo di materie prime per la produzione di un bene nuovo, consentendo un uso più sostenibile delle risorse del pianeta.
A titolo esemplificativo e non esaustivo tra i beni che possono essere scambiati sono compresi: piatti, posate, bicchieri; oggettistica; giocattoli; libri; vestiario; mobili; biciclette; passeggini e carrozzine; elettrodomestici di piccola taglia come ferri da stiro, ventilatori, computer. "Dona ciò che non usi e porta con te ciò che ti serve"

Clicca QUI per visualizzare la locandina dell'evento

mercoledì 7 gennaio 2015

Rifiuti, politica e istituzioni incapaci di svolgere il loro ruolo. Aro S.Teresa di Riva, il "composter" sarà un impianto utile o uno spreco di risorse?

La maggior parte dei Comuni dell’Ato Messina 15 hanno ancora in itinere la predisposizione degli atti amministrativi necessari per il passaggio definitivo al nuovo sistema di gestione dei rifiuti come individuato dalla legge regionale n. 9 del 8 aprile 2010 e successive modifiche.  A causa dei ritardi (del tutto ingiustificati) nella redazione del Piano d’Ambito della Srr (Societa regolamentazione rifiuti)  e dei piani di intervento degli Aro (Area di raccolta ottimale), costituiti dai comuni in forma singola o associata, è  stato inevitabile reiterare diverse volte il commissariamento dell’attuale gestione anche nel nostro comprensorio, tramite l’ormai liquidata Società d’Ambito (ex AtoMe4) per garantire la continuità del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il commissariamento, purtroppo, si è limitato a perpetrare l’esistente, e questo ha comportato e comporta, tutt’ora, una gestione fallimentare: bassissime percentuali di raccolta differenziata, zero politiche di riduzione dei rifiuti, alti costi di gestione che  lievitano inesorabilmente mese dopo mese, discariche al limite della capienza.
Amministrazioni locali, sindaci, dirigenti del Dipartimento acque e rifiuti, assessori competenti pro tempore e Presidente della Regione hanno dimostrato la loro totale inadeguatezza al compito che avrebbero dovuto svolgere. Il prossimo 15 gennaio scade il periodo di commissariamento dell’attuale gestione e sarà inevitabile un nuovo reitero.  Ad oggi nulla si sa degli effetti della direttiva assessoriale n. 1579 del 3 ottobre 2014 con la quale veniva decretato, tra l’altro, l’adozione e la redazione del Piano d’Ambito, entro il 15 dicembre 2014, e la conseguente trasmissione da parte della Srr all’Assessorato regionale competente; la redazione e trasmissione, entro il 15 novembre 2014, da parte dei comuni dei piani di intervento all’Assessorato regionale; l’adozione da parte della Srr o da parte dei comuni di tutti gli atti necessari per l’affidamento del servizio. Infatti, non è dato sapere se i comuni hanno ottemperato o se il Commissario straordinario, decorsi infruttuosamente i termini sopraindicati, ha trasmesso o meno la prevista relazione all’Assessorato competente, contenente nel dettaglio le attività di vigilanza svolte nonché le eventuali inadempienze riscontrate nel corso di tale vigilanza. La mancanza di informazioni ai cittadini e la scarsa trasparenza rendono impossibile capire dove stanno le responsabilità. Tutti responsabili? Probabilmente no. Ma è difficile distinguere quando nessuno viene chiamato a rispondere del proprio operato. Inoltre, la mancanza di un confronto pubblico sulle scelte strategiche e le buone pratiche da adottare, l’opacità delle procedure e dei comportamenti dei vari attori rendono difficilissimo il controllo democratico. Le decisioni politiche invece di essere prese con il coinvolgimento dei cittadini, comitati e associazioni,  cadono nella mani di faccendieri e affaristi o peggio ancora.

Impianto trattamento rifiuto organico
Non si capisce perché l’Aro del Comune di Santa Teresa di Riva, giusto per fare un esempio, non ha tenuto conto delle osservazioni  al Piano di intervento avanzate da un comitato di cittadini (Comitato jonico Beni Comuni) ed in particolare l'osservazione riguardante l’inutilità e lo spreco di risorse (600 mila euro + spese di gestione) che comporterà  la realizzazione, in uno dei quattro centri di raccolta, di un impianto per la riduzione volumetrica del rifiuto organico denominato “compostatore di prossimità”.  Il costo totale annuo per il trattamento dell’umido nel "composter", stando a quanto riportato nella scheda del piano, è di €412.000 (gestione) + €147.214 (ammortamento) =  €147.214 con un costo annuo per tonnellata (€147214 / 788 t) di  €186,92 nella migliore delle ipotesi. È facilmente dimostrabile la convenenienza economica del trasporto e trattamento dell’umido da raccolta differenziata al più vicino centro di compostaggio rispetto all’utilizzo del “composter” che, tra l’altro, non avrebbe la capacità di “ridurre” tutto l’umido prodotto e rimarrebbe l’esigenza di trattare la rimanente parte dei rifiuti organici con altre modalità e/o altrove.  Se ci fosse un motivo valido di carattere economico e/o ambientale in grado di giustificare la realizzazione dell’impianto di riduzione volumetrica dei rifiuti, i cittadini del Comune di S.Teresa di Riva sarebero sicuramente disposti a sopportarne i costi.
L'Aro S.Teresa di Riva è stato il primo nel nostro comprensorio ad adottare gli atti necessari per l'affidamento del servizio. Il  Bando di Gara è stato pubblicato sul sito del Comune. L'importo complessivo del servizio posto a base di gara è di €8.047.050 (Iva inclusa) per una durata di sette anni. Il termine entro cui presentare le offerte è il 5 febbraio 2015. Si può ragionevolmente prevedere, nel caso pervengano offerte valide, che il nuovo servizio di raccolta, spazzamento e trasporto sarà avviato a fine 2015. Quindi, bisognerà aspettare il 2016 per vedere una riduzione dei costi di gestioni rispetto a quelli attuali. Il previsto dimezzamento dei costi (se ci sarà) slitta di circa un anno.

venerdì 19 dicembre 2014

“Raccontare come stanno le cose vuol dire non subirle”

Un trattenimento musicale
Ho raccontato come un esercizio pubblico abbia impedito al mio nucleo familiare di godere del diritto di vivere in pace a casa propria. Un calvario durato quattro anni, durante i quali le istituzioni locali non ci hanno tutelato. Per sottrarci alle sopraffazioni dei gestori del bar, abbiamo dovuto trasferirci. Ho dovuto fare esattamente ciò che essi pretendevano, senza altra scelta. È stato l’unico modo per tutelare la nostra salute. Ad oggi, solo due processi riguardanti la titolare dell’esercizio pubblico incriminato sono giunti a conclusione: il primo si è chiuso con decreto penale di condanna per il disturbo al riposo provocato nella stagione estiva del 2010; il secondo con sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. Questo processo ha riguardato gli avvenimenti di due specifiche notti (16 e 17 marzo 2012). A commento di questo particolare processo dico solo questo: se fossi stato io a giudicare avrei emanato lo stesso verdetto. Altri due processi, entrambi  risalenti al 2011, sono ancora in fase di dibattimento, mentre, i procedimenti iscritti nel registro dei reati nei successivi due anni si trovano in fase di indagini preliminari.
Per quanto riguarda gli uomini delle istituzione, invece, finora non è emersa alcuna responsabilità penale. Due procedimenti riguardanti l’ex sindaco del Comune sono stati archiviati. “Gli accertamenti effettuati in fase di indagini”, ha scritto il Gip nel decreto di archiviazione, “non hanno consentito di ritenere dimostrabile, in un eventuale futuro dibattimento, la penale responsabilità degli indagati in relazione alle condotte censurate”. Pur rispettando tutte le decisioni dei giudici, com'è giusto che sia, ho tentato di contrastarle, ritenendo che l’archiviazione dei procedimenti fosse riconducibile alla trascuratezza delle indagini. Le indagini sono state delegate alla stessa polizia giudiziaria che io ho segnalato essere distratta, giusto per usare un eufemismo. Non c’è stato un reale contrasto alla condotta “criminale” dei gestori del bar, neanche dopo gli accertamenti tecnici. I procedimenti penali iscritti nel registro dei reati, a seguito delle mie denunce del 2012 e 2013 per omissioni e abuso di atti d'ufficio, sono anch'esse in fase di indagini preliminari. Mi piacerebbe che stavolta fossero i P.M. a compiere personalmente ogni attività investigativa. In ogni caso, chiederò al Procuratore Guido Lo Forte di vigilare sulla qualità di queste indagini. 

“Il racconto non ha la capacità di modificare quel che è successo,
può però trasformare ciò che verrà”
                                                                            
Roberto Saviano

martedì 16 dicembre 2014

Dove non c'è senso civico imperversa la cultura mafiosa

C’è qualcosa di più dirompente della mafia (delle cosche mafiose) per il tessuto sociale di un Paese. È la mentalità mafiosa. La cultura mafiosa è terreno fertile per la criminalità organizzata e per la cattiva politica. La mafiosità si manifesta con la negazione delle regole sociali a cominciare dal non rispettare le strisce pedonali, nel parcheggiare in doppia fila, nello gettare rifiuti in strada e in altri luoghi pubblici, nel non rispettare la fila, nel non rilasciare e richiedere lo scontrino, nel non pagare le tasse, nel non fare la raccolta differenziata dei rifiuti, nel chiedere la raccomandazione, nell’agevolare alcuni a scapito di altri, nel non fare al meglio il proprio lavoro, nel non rispettare le leggi e i diritti delle persone, nel non rispettare i doveri, nel non far rispettare le leggi.  La mafiosità è un atteggiamento mentale alimentato dall’assenza di senso civico.  La mafiosità è la protervia e la pervicacia del prepotente; la collusione tra politica e malaffare; la vessazione sulle persone più deboli;  il voto di scambio; l’ignavia dell’impiegato, del funzionario pubblico o del burocrate, di chi non fa il proprio dovere, non rispetta e non fa rispettare le leggi. Anche chi è testimone reticente e sta zitto o nasconde o minimizza è mafioso perché diventa esso stesso complice di chi delinque e lo rende immune (non punibile). Non bisogna essere affiliati alla mafia per essere mafiosi. Sono i comportamenti,  il sentire, che determinano la mafiosità di una persona, di un gruppo o d’una intera società. Fortunatamente, ci sono ancora tantissime persone libere e sane nella società e nelle istituzioni del nostro Paese. Ed è su sull’esempio di queste persone e di quelle che hanno combattuto a viso aperto contro tutte le mafie, a rischio della loro stessa vita, che dobbiamo trovare la forza di resistere e impegnarci  per essere, soprattutto, d'esempio alle nuove generazioni.

“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte proprio perché meno appesantite dai condizionamenti e dai ragionamenti utilitaristici che fanno accettare la convivenza col male, le più adatte cioè queste giovani generazioni, a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”
                                                               Paolo Borsellino, 20 Giugno 1992

venerdì 12 dicembre 2014

Emergenza rifiuti in Sicilia, Crocetta chiede il commissariamento e poteri speciali. La discarica di contrada Ligoria a S.Teresa di Riva a rischio riapertura


Discarica dismessa in contrada Ligoria
Com’era prevedibile nella stragrande maggioranza dei comuni siciliani non è partito il nuovo sistema di gestione dei rifiuti che avrebbe dovuto portare le percentuali di raccolta differenziata dall’attuale 10% al 65% entro il 2015 e si è giunti più rapidamente alla saturazione delle discariche esistenti anche perché alcune sono state chiuse per motivi di tutela ambientali o perché non a norma, sprovviste di impianto di biostabilizzazione (anche questi eventi prevedibili).
La magistratura oltre a chiudere (con colpevole ritardo) le discariche fuorilegge, avrebbe dovuto indagare e perseguire quanti hanno avuto ruolo di responsabilità ai vari livelli della gestione dei rifiuti per manifesta incapacità e inottemperanza alle direttive europee e leggi nazionali e regionali. È troppo facile governare e amministrare senza avere responsabilità.  Così, il sindaco l’assessore, il presidente di regione o il funzionario regionale o comunale potrebbe farlo chiunque, pure io che non capisco una mazza. Chi è stato eletto democraticamente ha il diritto di governare, ma deve essere in grado di risolvere i problemi nel rispetto delle leggi esistenti.   
A due anni dall’elezione di Crocetta a presidente della Regione poco è cambiato sul versante della gestione dei rifiuti. Nulla di concreto è stato fatto per organizzare con semplicità ma determinazione la corretta gestione del ciclo dei rifiuti in tutta l'Isola.
Adesso Crocetta vuole i poteri commissariali per attivare con procedure d’urgenza nuove discariche o utilizzare, ampliare quelle esistenti e addirittura riattivare quelle già dismesse. Inspiegabilmente, a mio modo di vedere, rigetta la possibile soluzione di trasportare i rifiuti da allocare in discarica  in altre regioni: “Non sarebbe giusto” ha dichiarato. Siamo d’accordo che non è giusto in linea di principio, ma sarebbe il male minore portare i rifiuti temporaneamente dove magari sarebbero bene accetti, perché attrezzati con impianti per il recupero di materia o  per alimentare gli inceneritori (contenti loro).
Stando a quanto scritto oggi sul quotidiano la Repubblica nell’articolo di Emanuele Lauria dal titolo: Rifiuti, il presidente chiede l’emergenza contro l’ipotesi navi,  “Crocetta vuole i poteri commissariali, per attivare con procedure d’urgenza nuove discariche o utilizzare di più le esistenti. Con i poteri speciali sarà avviata <<la raccolta differenziata obbligatoria>> e verranno approvati subito i piani già predisposti da 160 Comuni. Inoltre,  con l’emergenza rifiuti, se dovesse essere approvata dal governo con un decreto-legge, sarà avviata la fornitura alle famiglie di <<compostiere domestiche>>”. Qualcuno dovrebbe spiegare a Crocetta che è già obbligatorio fare la raccolta differenziata, che non servono i poteri speciali  per autorizzare dei piani già presentati almeno che non si voglia autorizzare qualsiasi porcheria, e neanche per distribuire delle compostiere.
Il presidente della Regione Sicilia ha più poteri di quelli che servono. I problemi bisogna conoscerli per risolverli. Bisogna conoscere le direttive Europee e nazionali. Bisogna essere aggiornati sulle tecnologie esistenti, sulle buone pratiche da mettere in campo, su come si organizza una corretta gestione del ciclo dei rifiuti. Bisogna designare gli uomini giusti. Bisogna decidere avendo coscienza di quello che si va a fare.
Se è proprio necessario nominare un commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in  Sicilia, allora andrebbe nominato, giusto per fare un esempio, uno come l’ex Ministro Edo Ronchi, uno che sa di cosa si parla.
Come conseguenza dell'inadempiente e inconcludente politica dei rifiuti di Crocetta e della sua giunta si paventa la possibilità della riapertura della discarica di contrada Ligoria a Santa Teresa di Riva. L’amministrazione comunale aveva presentato un progetto per la riapertura della discarica che fortunatamente non era stato recepito nel piano regionale. Ora, invece, grazie all’emergenza, c’è la possibilità che il progetto presentato dalla giunta De Luca venga riconsiderato per la gioia di tutti i cittadini di Santa Teresa che avranno il privilegio di avere la discarica sotto casa …   effetto dei poteri speciali.