sabato 8 agosto 2015

Osservazioni al Piano di intervento dell'A.R.O. Milazzo

In Sicilia il 90% dei rifiuti finisce, tutt’ora, in discarica. Basse percentuali di raccolta differenziata (a Milazzo siamo sotto il 5%) hanno saturato la maggior parte delle discariche in esercizio e i rifiuti vengono “abbancati” fuori “colmatura”. È facilmente prevedibile che tra pochi mesi ciò provocherà il caos. Oltre al danno ambientale c’è il danno economico dell’aumento della tariffa rifiuti che inciderà pesantemente sui bilanci delle famiglie. Come affrontare questa emergenza e questo  inaccettabile e costoso spreco di risorse che non ha giustificazioni? Occorre, innanzitutto, una nuova politica di gestione dei rifiuti con al centro la strategia Rifiuti Zero. Una politica che consenta il rafforzamento della filiera del recupero di materia e che incentivi l’utilizzo dei materiali provenienti dal recupero.
Il Piano di intervento dell’Aro Milazzo (ancora in attesa di approvazione da parte del competente Assessorato regionale) pur prevedendo la raccolta domiciliare porta a porta, l’individuazione delle utenze e del volume dei rifiuti conferiti e la rimozione dei cassonetti stradali - tutte azioni fondamentali per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla leggi, ma soprattutto dal buonsenso - avrebbe dovuto prevedere, in modo dettagliato, anche una serie di pratiche, interventi di prevenzione e riduzione dei rifiuti ed azioni per iniziare a modificare, nella direzione della sostenibilità e della responsabilità, il nostro modello di consumo, il modo di progettare, produrre, distribuire e commercializzare beni e prodotti.
Le Osservazioni al Piano di intervento dell’Aro Milazzo (clicca QUI per leggere il documento) esprimono il parere del Circolo Zero Waste Sicilia di Milazzo e rappresentano l’occasione per una riflessione, un  approfondimento e verifica dei contenuti del piano. Il documento mette al centro dell’attenzione la complessa questione della gestione dei rifiuti e i punti qualificanti di una buona organizzazione. Una buona organizzazione non può prescindere dal coinvolgimento dei cittadini, dalla conoscenza dei luoghi, delle abitudini delle persone e dagli aspetti tecnici e normativi, dalle competenze, dalla disponibilità di risorse, dall'attivazione di buone pratiche.
 

venerdì 31 luglio 2015

Tariffa rifiuti a Milazzo, tutti i nodi vengono al pettine

Stando al Piano finanziario gestione rifiuti Tari (tassa rifiuti) anno 2015 del Comune di Milazzo, visionabile cliccando (QUI), il costo dei servizi nel 2015 ammonterà a € 7.116.699,00 per un costo procapite di 223.25 €/ab. Circa il 36% in più rispetto allo scorso anno. Chi bisogna ringraziare per questo exploit che catapulta il Comune di Milazzo  all’ultimo posto, maglia nera,  con il più alto costo procapite per la gestione dei rifiuti? Dobbiamo però, prima di attribuire colpe agli altri, riconoscere che gran parte della responsabilità è di noi cittadini. Dovremmo e potremmo fare meglio la raccolta differenziata. Ma non lo facciamo. Potremmo evitare di insozzare le nostre strade, piazze, parchi e aiuole e non lo facciamo.  Che significa fare meglio la raccolta differenziata? Semplicemente separare bene tutte le frazioni di rifiuto e conferire ciascuna frazione nel relativo cassonetto stradale. La maggior parte di noi, purtroppo tale semplice e necessario lavoro non lo fa. E questo ha un costo che ricade per intero su tutti noi, anche perché la legge prevede l’obbligo dell’intera copertura dei costi.

La strategia Rifiuti Zero è il modo più veloce ed economico attaverso cui un'amministrazione comunale può contribuire alla soluzione sostenibile della gestione dei rifiuti, ma sinora non è stata adottata per varie ragioni. C’è un Piano di intervento in attesa di essere  approvato dal competente Assessorato regionale che, purtroppo, non è stato ben articolato. È di qualche giorno fa la notizia che la Regione ha chiesto ulteriori integrazioni e chiarimenti rigurado il Piano. Quando i problemi non si affronttano e risolvono, tutti i nodi vengono al pettine.

Io al momento eviterei di dare giudizi in merito all’operato della nuova Amministrazione comunale. Mi riferisco in particolare al  giudizio riguardante la gestione dei rifiuti: la nuova Amministrazione eredita una situazione a dir poco disastrosa. A giorni, con i miei amici del Circolo territoriale Zero Waste Sicilia di Milazzo, invieremo all’Amministrazione comunale e renderemo pubbliche alcune osservazioni al Piano di intervento dell’Aro Milazzo. Il nostro intento è di avviare un confronto – che avrebbe dovuto iniziare  prima che il Piano fosse stato presentato nell’ottobre del 2014 in Regione – tra amministratori, associazioni e cittadini. L’obiettivo è unicamente quello di contribuire a realizzare, con il contributo di tutti, nel nostro territorio una gestione dei rifiuti efficace, efficiente, rispettosa dell’ambiente, economica, trasparente e partecipata.

martedì 28 luglio 2015

Inaccettabile la logica del baratto della salute col lavoro

In riferimento all’articolo “La CISL si schiera al fianco di Edipower” apparso sulla Gazzetta del Sud di sabato 25 luglio è triste constatare come la CISL abbia acriticamente sposato, impegnandosi tra l’altro a sponsorizzarlo attivamente, il progetto che punta a trasformare la centrale elettrica di S.Filippo del Mela in un mega-inceneritore di rifiuti, progetto che riuscirebbe a mettere a repentaglio sia l’incolumità e la salute dei cittadini del comprensorio che i livelli occupazionali.
Tutto questo in un territorio già dichiarato “Area ad elevato rischio di crisi ambientale”, in quanto martoriato da decenni di inquinamento industriale, e con potenzialità di sviluppo delle proprie vocazioni naturali, come quella turistica, già fortemente penalizzate dalla presenza industriale stessa.
Noi riteniamo inaccettabile la logica che vorrebbe barattare il lavoro di 150 dipendenti con la salute di 150 mila abitanti del nostro comprensorio. Logica non solo immorale e lesiva degli interessi pubblici, ma anche fallace, in quanto frutto di una gigantesca truffa, come vedremo, anche ai danni dei lavoratori stessi.
In ogni caso, una questione con delle ricadute pesanti sulla vita di decine di migliaia di persone non può essere lasciata al mero appannaggio della dialettica aziendale e sindacale.
Ma entriamo nel merito del progetto che Edipower/A2A ci vorrebbe riservare per il futuro. La centrale passerebbe dalla produzione di 1280 MWe l'ora ad OCD (olio combustibile desolforato) alla produzione di 54 MWe l'ora tramite i rifiuti, sotto forma di CSS, con una riduzione della produzione energetica di circa il 95% rispetto a quella attualmente dichiarata sul proprio sito internet [1]. ... per leggere tutto l'articolo ... clicca  (QUI)

 Comitati No Inceneritore del Mela





domenica 19 luglio 2015

L’esempio di  Paolo Borsellino e Giovanni Falcone ci ricorda che bisogna impegnarsi per contrastare la cultura mafiosa e tutte le forme di illegalità.

"La lotta alla mafia deve esssere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità."

martedì 7 luglio 2015

La Democrazia in Grecia, in Italia in Sicilia

In Grecia  pochi mesi fa con il 36%, oggi con il 61%, vince la Democrazia!
Tsipras ha rimesso nelle mani del Popolo la scelta di accettare o meno il cappio finanziario che i poteri non elettivi dell’UE stringono al collo dei cittadini del sud Europa, ed il Popolo, a dispetto di tutte le pressioni internazionali, ha detto NO.

Una prova di coraggio e coerenza politica che non ha uguali nel nostro continente. Solo pochi giorni fa Renzi dichiarava che non avrebbe mai fatto ricorso al referendum, la Merkel che il tempo delle trattative era scaduto.

Pare che in Europa non ci sia paura più grande che la libera espressione democratica. Questa Europa trema se il Popolo si esprime a salvaguardia dei propri interessi anziché tutelare quelli delle banche che da oltre un decennio continuiamo a salvare e finanziare col denaro pubblico.

Lo strumento referendario poi fa tremare tutte le oligarchie, è incontrollabile. È gia successo in Italia nel 2011, quando, dopo 16 anni in cui nessun referendum raggiungeva il quorum, 27.000.0000 di italiani si sono recati alle urne per dire che i servizi pubblici locali a partire dall’Acqua Bene Comune non sono merce su cui fare profitto e non possono essere privatizzati, che la strategia nucleare è anacronistica e pericolosa per il pianeta, così come lo è il petrolio a fronte delle rinnovabili, che i cittadini sono uguali di fronte alla legge.

Chi se li ricorda?  Gia nel 2011 l’allora governo Berlusconi legiferò contro la volontà popolare, e dopo di lui Monti, Letta ed oggi Renzi tentano di aggirare l’esito referendario con provvedimenti legislativi volti ad obbligare, de facto, accentramenti e privatizzazioni, per regalare decenni di investimenti pubblici nelle mani di privati, di multinazionali quotate in borsa,  di poteri economico-finanziari che hanno come unica mission il profitto ed il controllo delle risorse e dei beni pubblici essenziali. La beffa in tutto ciò è che mentre l’Europa dei forti mette in sicurezza i servizi pubblici locali, dall’acqua all’energia, dalla gestione dei rifiuti ai trasporti, riportandoli in mano pubblica dopo anni di privatizzazioni, la classe politica italiana svende i beni che erroneamente ritiene di poter gestire in nome del Popolo sovrano.

I tanti politici italiani che oggi provano a cavalcare il successo di Tsipras e del suo Popolo  avremmo voluto vederli sulle barricate in difesa della Democrazia in Italia; avremmo voluto vederli gridare che lo “sblocca Italia” e la legge di stabilità sono incostituzionali perché favorendo le privatizzazioni  ledono la volontà popolare che è sovrana sullo stesso Parlamento, oltre che mettere sul mercato un patrimonio comune che appartiene anche alle generazioni future, che dovranno riacquistarlo a caro prezzo, quello che imporrà il mercato.

Ed a Rosario Crocetta, il Presidente della “rivoluzione” in Sicilia, vorremmo ricordare che il suo governo si è insediato promettendo ai cittadini ed ai Comuni la gestione pubblica delle Acque. Che la proposta di legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali promossa dai movimenti ancor prima dei referendum giace in parlamento regionale, cosi come quella di iniziativa Popolare nazionale del 2007, mentre anche il terzo Assessore all’energia e servizi di pubblica utilità da lui nominato appare più sensibile ai dictat del Governo Renzi che alla volontà popolare e dei comuni siciliani. È forse utile ricordare che l’intero Parlamento regionale è stato eletto con un numero di voti inferiore ai SI ottenuti in Sicilia per l’Acqua Pubblica nei referendum del 2011, e che un atto di responsabilità da parte di tutte le forze politiche sarebbe a questo punto, ad un passo dal commissariamento di Renzi sull’acqua, un atto dovuto.

 Se la parola Democrazia ha ancora un significato nel nostro Paese, nella nostra Regione,, ripartiamo da quei 27.000.000 di SI, per rendere omaggio al Popolo greco ed a quello italiano.

Antonella Leto  
Primalepersone
www.primalepersone.eu 

venerdì 12 giugno 2015

S.Teresa di Riva, pagano sempre i cittadini

L'ex sindaco vuole essere risarcito, l’attuale sindaco è disposto a pagare, tanto pagano i cittadini. Ma, è legittimo in questo specifico caso?

Morabito chiede, De Luca concede
È di oggi la notizia che il Comune di Santa Teresa di Riva pagherà la parcella dell’avvocato (intimo amico) dell’ex sindaco Morabito. Stando all’articolo (visionabile cliccando sull’immagine sotto) la giunta municipale ha deciso di aderire alla richiesta dell’ ex sindaco Morabito, anche in assenza di formale impegno di spesa.   Il procedimento penale  è stato alla fine archiviato e quindi l’ex sindaco rivuole indietro i soldi che ha speso per difendersi. Quasi 2000 euro. per un processo che non è mai iniziato perché non c’è stato rinvio a giudizio e  si sono tenute solo due udienze in camera di consiglio, sembrano troppi. Come parte offesa nello stesso procedimento me la sono cavata (si fa per dire) con circa 400 euro. A prescindere dall’importo, fossero stati anche solo 100 euro, io penso che la giunta comunale avrebbe fatto bene a non aderire alla richiesta dell’ex sindaco. È facile spendere e spandere quando  sono i cittadini che pagano la parcella dell’avvocato, senza che essi abbiano alcuna responsabilità.
Articolo Gazzetta del Sud del 12/6/15
Il procedimento è stato archiviato. Non c’è stata una sentenza di assoluzione. Un procedimento archiviato può sempre essere riaperto su richiesta del PM qualora emergessero nuovi e più convincenti elementi di prova.. L’ex sindaco  non ha diritto al risarcimento perché quanto stabilito dalla Corte dei Conti non si può applicare a questo caso (forse). La mia è una semplice deduzione logica, che non si basa su conoscenze giuridiche, quindi può essere sbagliata. Tuttavia, consiglio ai cittadini di Santa Teresa di Riva di adoperarsi per accertare la legittimità della decisione della giunta comunale. Non è giusto che a pagare siano sempre i cittadini, i quali, è bene ribadire, non hanno alcuna responsabilità. Logica vorrebbe che a pagare fosse chi ingiustamente ha denunciato l'ex sindaco. Evidentemente, non si può fare, altrimenti sarei felicissimo di "risarcire" (se viene dimostrato che si trattava di ingiuste accuse).


martedì 26 maggio 2015

Lettera aperta al Signor Procuratore della Repubblica di Messina

Gentile Signor Procuratore Guido Lo Forte,
Dr. Guido Lo Forte
faccio riferimento alla richiesta del 14 aprile 2015 con la quale chiedevo alla S.V. un colloquio per avere informazioni in merito a numerosi procedimenti penali, aperti a seguito di esposti, denunce o querele da me presentate, che si trovano, tutt’ora, nella fase di indagini preliminari, quando dovrebbero essere giunti al loro epilogo.
La durata complessiva delle indagini preliminari non può, in ogni caso, superare diciotto mesi o due anni (qualora si tratti di reati gravi) (art. 407 c.p.p.). Di fronte all’eventuale inerzia dell’ufficio inquirente, ipotesi non del tutto peregrina, è previsto lo specifico rimedio dell’avocazione delle indagini da parte del procuratore generale presso la corte d’appello. Non essendo in grado di determinare se è ipotizzabile l’inerzia dell’ufficio inquirente e volendo capire le ragioni e le motivazioni che stanno dietro alla situazione di stasi dei procedimenti in cui sono parte offesa, avevo chiesto di essere ricevuto dalla S.V.:  il Procuratore della Repubblica, se non ho inteso male ciò che ho letto per documentarmi, oltre ad organizzare le attività del suo ufficio, esercita personalmente le funzioni attribuite al pubblico ministero e in determinati casi può disporre la revoca dell’assegnazione del procedimento.
Il potere di avocazione rappresenta un mezzo di garanzia teso a rimediare all’inerzia e/o alle omissioni del p.m., oltre che uno strumento di sicurezza per assicurare l’epilogo del procedimento penale in caso di situazioni di stasi, anche involontarie, in ottemperanza al principio fondamentale dell’obbligatorietà dell’azione penale sancito dall’ordinamento giuridico.
L’avocazione è obbligatoria ed è destinata a prodursi automaticamente in presenza delle condizioni stabilite dal primo comma dell’art. 412 c.p.p..  Qualora l’avocazione non venga esercita d’ufficio, in presenza delle condizioni di pendenza del procedimento penale a causa dell’inerzia o dell’omissione del p.m o per altra ragione, l’art. 413 c.p.p. legittima la persona offesa dal reato a chiedere al procuratore generale di attivarsi in tal senso.
Per quanto sopraesposto, rinnovo alla S.V. la richiesta di un colloquio. Nel caso non fosse possibile concedermi un colloquio, La prego di rispondermi chiarendo perché i procedimenti che mi vedono parte offesa non giungono a conclusione e quali iniziative il suo Ufficio intende attivare per salvaguardare  il principio fondamentale dell’obbligatorietà dell’azione penale.

La mia precedente richiesta di essere ricevuto dalla S.V. è stata erroneamente valutata dalle cancellerie come richiesta ex art. 335 c.p.p. e quindi, ovviamente, ha sortito l'unico effetto di palesare uno sterile elenco di procedimenti accompagnata dalla laconica dicitura "i procedimenti si trovano in fase di indagini preliminari".
Con la presente, direttamente indirizzata alla S.V., spero di non incorrere nuovamente nell'equivoco anzidetto ed in virtù di quel principio di buon andamento e della imparzialità della Pubblica Amministrazione, costituzionalizzato dalla nostra carta all'art. 97, ed in cui lo scrivente fortemente crede, di avere finalmente un incontro che chiarisca le legittime aspettative di un cittadino onesto.
Le  ipotizzate situazioni di pendenza sono riferibili a tutti i procedimenti aperti  nel 2011,  2012 e 2013, ancora in fase di indagini preliminari, in cui sono parte offesa. Tuttavia, con la presente, elencherò solo i procedimenti aperti su mia iniziativa in cui ho specificato di voler essere informato presso il mio domicilio ai sensi dell’art. 408 c.2 c.p.p., in merito all’eventuale richiesta di archiviazione e, ai sensi dell’art. 406 c.3 c.p.p., circa l’eventuale richiesta di proroga del termine.

Proc. N°       7761/2011    PM Liliana TODARO         27/09/2011 – CP 328
Proc. N°         /2012  (*)    PM ______________       07/05/2012 – CP 659
Proc. N°         /2012  (*)    PM ______________       07/05/2012 – CP 323 – 328
Proc. N°  4334/2014 (**)   PM Roberta LA SPEME   19/09/2012  – CP323-328
Proc. N°          /2012  (*)   PM ______________       04/10/2012 – CP 659
Proc. N°     9414/2013       PM  Liliana TODARO      07/10/2013 – CP 328
Proc. N°   11733/2013       PM  Antonella FRADA’    13/12/2013 – CP 323 - 328

(*)  Il numero del procedimento dovrebbe riferirsi ad uno dei seguenti: proc. N° 1290/12, proc. N° 2328/12, proc. N° 5654/12, proc.N° 8368/12.
(**) La denuncia che ha originato il proc. N° 4334/2014 è del 19/9/2012. La ragione del ritardo nell’iscrizione nell’apposito registro è dovuta al fatto che tale denuncia, probabilmente, è stata erroneamente inserita in altro procedimento per altro reato. A seguito di una produzione di copia della citata denuncia alla Procura in data 2/04/2014 e una mia richiesta per essere ricevuto dalla S.V. per esporle il caso, in data 13/05/2014 la dr.ssa Ada Merrino mi comunicava che la denuncia da me presentata il 19/09/12  non era stata smarrita. A seguito di un colloquio, in data 20 maggio 2014, concessomi dalla dr.ssa Ada Merrino, la Procura ha provveduto all’iscrizione nel registro ignoti  al numero sopra indicato.

Con rinnovata stima,
Aldo Lenzo

giovedì 21 maggio 2015

Milazzo, defezione dei candidati a sindaco all'incontro pubblico organizzato da ZWSicilia sulla gestione dei rifuti

L’incontro organizzato dal Circolo territoriale Zero Waste Sicila di Milazzo svoltosi Lunedì 18 maggio a Palazzo D’Amico è stato un tentativo, non del tutto  riuscito, di mettere al centro dell’attenzione generale e, in particolare, dei candidati a sindaco la soluzione della complessa questione rifiuti.  Il confronto con i candidati alla carica di sindaco - cui era stato proposto di aderire alla strategia Rifiuti Zero con apposita delibera comunale o di giunta, inviando loro preventivamente il testo del protocollo Rifiuti Zero entro il 2020, della delibera e delle proposte di ZWSicilia su cui avrebbero dovuto esprimersi - non c’è stato perché i candidati hanno fatto un’apparizione e sono andati via molto  prima del loro previsto intervento, adducendo impegni di campagna elettorale. Non c’è stato un minimo di interesse, da parte dei candidati sindaco, neppure  per il Piano di intervento dell’Aro Milazzo, illustrato dal dr. Domenico Lombardo. Eppure i candidati sapevano che il piano di intervento era uno dei temi del convegno. Il piano definisce il modello di gestione e degli investimenti, e predispone la ricognizione tecnica dei servizi da svolgere, la necessità di strutture, impianti, mezzi e manodopera, nonché il livello di efficienza ed efficacia gestionale. Tutte informazioni di enorme importanza per un candidato sindaco perché si tratta del piano che si dovrà attuare tra alcuni mesi e a cui dovrà fare riferimento, giocoforza, chi sarà eletto. L’incontro è stato presieduto e moderato da Elena Caragliano del Circolo Zero Waste di Milazzo. Il presidente di  ZWSicilia Beniamino Ginatempo ha illustrato nella sua relazione come i rifiuti siano il risultato della struttura lineare dell’attuale sistema economico, in confronto con la struttura circolare dei fenomeni naturali che non creano rifiuti, e come la strategia Rifiuti Zero sia una tecnica realizzabile in 10 passi che può davvero fare la differenza, rappresentare l’alternativa alla discarica e agli inceneritori, e indirizzare lo sviluppo della società e dell’economia verso la sostenibilità. L’unico testimonial politico a parlare è stato l’assessore Salvatore Gitto in rappresentanza del  candidato Carmelo Pino (sindaco uscente che aveva garantito la sua presenza fino ad certo orario – cosa non avvenuta -  avvertendo che avrebbe delegato l'assessore all'ambiete in sua assenza). L’assessore Gitto ha avuto gioco facile  e campo libero ribadendo quanto di buono  l’amministrazione uscente lascerà a chi verrà dopo. Quello che di buono verrà. non è dato sapere: il Piano di intervento non è visionabile e, dunque, valutabile in modo puntuale. L’unica certezza è la percentuale di Raccolta Differenziata al 3.76% (invece del 65%) nei primi quattro mesi del 2015. Ad oggi, nessuna efficace azione è stata adottata dell’amministrazione in carica per migliorare l’attuale modello stradale di RD. È prevedibile che tale percentuale di raccolta rimarrà ferma per i prossimi sei-otto mesi  e ciò non si può considerare un buon lascito.
I candidati  Lorenzo Italiano e Giuseppe Ragusi hanno abbandonato la sala prima della conclusione della prima relazione. Il candidato Giuseppe Marano è andato via prima che iniziasse l’interveneto del secondo relatore. Il candidato Giovanni Formica è stato l’ultimo a lasciare il posto in prima fila. Il candidato Carmelo Formica è stato l’unico a comunicare per tempo  che non sarebbe venuto e si sarebbe fatto sostituire da un rappresentante di una delle liste a lui collegate; sfortunatamente questa/o rappresentante non s’è fatta/o vedere. La cosa che suscita un certo stupore non è tanto la deplorabile “fuga” dei candidati, ma il fatto che contemporaneamente è andato via tutto il loro entourage e a nessuno è stato affidato il compito di rappresentare le posizione dei candidati sulle proposte di ZWSicilia e/o il modello di gestione previsto dal loro programma.
Il Circolo ringrazia i cittadini, le associazioni e i candidati delle liste che hanno partecipato all’incontro;  tutti i cittadini che hanno firmato la petizione contro la possibilità di riconversione della centrale termoelettrica di Archi a CSS. Sono state raccolte più di 50 firme. Un buon risultato in quanto molti dei presenti avevano già firmato la petizione.  Un ringraziamento particolare va a quanti intervenendo nel dibattito finale hanno arricchito con le loro argomentazioni e osservazioni i contenuti del convegno. Un ringraziamento speciale va ai due relatori. A tutti i candidati sindaco l’augurio di una competizione elettorale serena.
Il Circolo Territoriale di Milazzo continuerà la sua attività perseguendo i fini statutari dell’associazione ZWSicila che si fondano sul principio di solidarietà e del rispetto della persona umana, nonché sul rispetto e sulla tutela della Natura e dell’Ambiente. 



giovedì 14 maggio 2015

Per un futuro senza discariche e inceneritori

Lunedì 18 maggio, ore 17.30 a Palazzo D’Amico, "La Strategia Rifiuti Zero" e il Piano di intervento dell’Aro Milazzo saranno i temi centrali del convegno organizzato dal Circolo Territoriale Zero Waste Sicilia di Milazzo. Due i relatori: il prof. Beniamino Ginatempo, presidente di ZWSicilia e il dr. Domenico Lombardo, responsabile del 3° Ufficio di Staff del Comune di Milazzo. È previsto l’intervento dei candidati sindaco alle elezioni amministrative del 31 maggio e 1 giugno (C. Formica. G. Formica, L. Italiano, G. Marano, C. Pino e G. Ragusi), e un dibattito pubblico, aperto alla partecipazione dei cittadini, moderato da Elena Caragliano, referente del Circolo.

La strategia Rifiuti Zero segna il cammino verso una società della riduzione e del riciclo dei rifiuti, della riparazione e del riuso dei beni, che esclude il ricorso agli inceneritori, mentre prevede un utilizzo temporaneo delle discariche. Per raggiungere tale scopo è necessario che tutti gli attori interessati siano consapevoli dei compiti e delle specifiche responsabilità che ciascuno dovrà assumersi. È responsabilità dei cittadini, a valle, trasformare “con le loro mani” i rifiuti prodotti in materie prime seconde attraverso la loro differenziazione; a monte, invece, è responsabilità dei produttori, cessare la produzione di quei beni che, una volta esaurita la loro funzione, non possono essere riciclati o compostati; è responsabilità degli amministratori garantire una capillare informazione e formazione ai cittadini, una organizzazione efficiente, efficace, trasparente e la chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso politiche di riduzione e riuso delle risorse, la raccolta porta a porta dei rifiuti e un’impiantistica del riciclo adeguata alle necessità.

Durante tutto il convegno sarà attivo un banchetto per la raccolta firme della petizione popolare indirizzata alle autorità nazionali, regionali e locali con la quale viene chiesto che venga negata l'autorizzazione ad ogni ipotesi di conversione della centrale termoelettrica di San Filippo del Mela che preveda l'utilizzo del CSS o comunque l'incenerimento di rifiuti in qualsiasi forma. I candidati sindaco potranno sfruttare l’opportunità di chiarire la loro posizione anche su quest’importante aspetto che potrebbe aggravre il problema dell'iinquinamento ambientale che afflige il territorio di Milazzo e di tutta la Valle del Mela.

lunedì 27 aprile 2015

L'albero delle buone pratiche cresce

Locandina
Domenica 3 maggio al Castello di Milazzo si svolgerà la terza edizione di “Verde in Festa. La fiera del cittadino consapevole”. Un evento da non perdere sia per la cornice in cui si svolge sia per l'opportunità di degustare prodotti siciliani di eccellenza. Verde in Festa, oltre a rappresentare una preziosa occasione per la promozione e commercializzazione di prodotti agricoli, alimentari e artigianali del mercato locale, stimola momenti d’incontro e confronto,  promuove conversazioni sulle buone pratiche dei cittadini. Sensibilizza bambini e adulti sui temi del riuso, riciclo, rispetto dell’ambiente, consumi consapevoli e stili di vita sostenibili. Infine, Verde in Festa è un'occasione imperdibile per visitare e conoscere il grande patrimonio artistico e paesaggistico che la cittadella fortifica di Milazzo  (meglio nota come “il Castello”) custodisce. 




venerdì 17 aprile 2015

Riuso? Si, grazie!

Locandina
Domenica 19 aprile 2015 ritorna la Festa del  Riuso a Santa Teresa di Riva. Chiunque abbia oggetti o beni, in buono stato, da scambiare o donare è invitato a portarli in Piazza Municipio dalle 10 alle 13. I beni scambiati o donati non si trasformeranno in rifiuti, la loro vita si allungherà, con evidenti vantaggi sociali, economici e ambientali. Fate il passa parola, invitate i vostri amici a partecipare. La festa è anche un occasione per discutere e confrontarsi  sulle buone pratiche, sulla raccolta differenziata, sul riuso, sul riciclo. Vi aspettiamo. Portate i  vostri bambini. Sensibilizziamo i nostri figli con esempi positivi e concreti. Gettare beni ancora utilizzabili nell'immondizia è uno spreco deprecabile. Lo spreco è un nemico da combattere e la Festa del Riuso è sicuramente un esempio fertile per far crescere cittadini consapevoli del valore del no-spreco e del rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Gazebo del riuso in Piazza Municipio a S.Teresa di Riva

giovedì 9 aprile 2015

65% di RD a Milazzo: missione possibile

Nuovo progetto di raccolta per la Citta di Milazzo che coinvolga amministratori, associazioni e cittadini per il bene comune
L’istituzione delle Aree di raccolta ottimale (Aro) previste in una legge regionale  del 2013, che ha modificato la legge regionale n.9/2010 di riforma degli Ato in Sicilia, consente ai Comuni la possibilità di procedere all’affidamento del  servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti sulla base di un Piano di intervento idoneo a dimostrare che l’organizzazione del servizio di igiene ambientale nell’Aro del proprio territorio rispetta i principi di differenzazione, adeguatezza, efficienza, efficacia ed economicità. Nel dicembre del 2013 con delibera di Giunta è stata istituita l'Area di raccolta ottimale (Aro) coincidente con la delimitazione territoriale del Comune di Milazzo. Ad ottobre del 2014 il Piano di intervento, redatto da un esperto del settore, individuato con gara d'appalto a procedura negoziata, è stato trasmesso al competente assessorato regionale per l’approvazione. Successivamente, il piano è stato rimodulato dal professionista incaricato e fatto pervenire al Comune il 27 gennaio 2015. Infine con apposita delibera del 3 marzo 2015,  il piano è stato approvato dalla Giunta e ritrasmesso a Palermo per l'approvazione.

Il Piano di intervento rappresenta il principale strumento di attuazione del modello di gestione del ciclo dei rifiuti a livello locale e illustra com'è organizzato il servizio di igiene ambientale nel territorio e i costi complessivi necessari per l'esecuzione del servizio. Inoltre, descrive quali interventi sono stati individuati al fine del conseguimento degli obiettivi di raccolta previsti (65% di RD). Affrontare la questione rifiuti vuol dire, per noi cittadini, collaborare con l’Amministrazione comunale ed essere protagonisti  del cambiamento. Vuol dire poter combinare dei momenti di discussione e confronto con momenti di informazione e formazione. Vuol dire un maggiore impegno nel ridurre la quantità di rifiuto che produciamo e un maggiore impegno nel differenziare bene tutte le frazioni di materia per aumentare  la quantità e qualità delle risorse recuperate.
In attesa che il piano sia reso pubblico, sottopongo alla vostra attenzione alcuni punti che dovrebbero contraddistinguere un efficace progetto di raccolta rifiuti.

giovedì 26 marzo 2015

Zero Waste Sicilia, Report Audizione Commissione Parlamentare d'inchiesta Ecoreati

San Paolino (Milazzo)
Ieri 25/03/2015 alle ore 15,20 presso la Prefettura di Palermo sono state audite le associazioni ambientaliste dalla Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e i reati connessi. Zero Waste Sicilia, attraverso la componente del direttivo Anna Bonforte e il segretario Salvatore Durante, hanno rappresentato alla Commissione, presieduta dall'onle Bratti, tre casi emblematici della nostra regione che si configura come la Terra delle Discariche private ed illegali alle quali si aggiungono anche le discariche a cielo aperto. Primo esempio, la Valle del Mela dove il ritrovamento di rifiuti speciali tra cui il pericoloso amianto non ancora "censito", nonostante la legge regionale n 10 del 29/04/2014, illumina pesantemente in negativo la mancata istituzione dei registri, presso il Dipartimento della Protezione Civile,  dei siti, degli edifici e dei lavoratori di cui non si ha, pertanto, materiale contezza. Zero Waste Sicilia ha raccontato dell'inquinamento da tubi eternit del torrente Floripotema, gia` denunciata 1 anno fa`, ha poi raccontato del sistema dell'eterna emergenza e del "disordine organizzativo" per il non smaltimento dei rifiuti delle discariche di Mazzara` Sant'Andrea/Furnari a meno di 100 metri dai primi insediamenti abitativi e meno 300 in linea d'aria dal centro abitato con tutte le mancate autorizzazioni, piu`di  1.000.000 di metri cubi di abbancamenti oltre il limite di capacita` della discarica, il percolato nel pozzo d'acqua idropotabile Lacco, le collusioni con i dipendenti infedeli della Regione siciliana e la stessa storia che si ripete pari pari nel caso di Motta Sant'Anastasia/Misterbianco meno 500 metri dal centro abitato, sversamento nei  torrenti Rosa e Cubba, autorizzazioni all'ampliamento comprate e poi revocate e oltre 2.500.000 di metri cubi abbancati e i camion di mezza Sicilia, 221 comuni su 390, che circolano con capienze da 26 mc ciascuno.
L'Ing. Durante ha denunciato l'elusione, se non l'evasione fiscale, che si è realizzata in Sicilia quando si è ridotta della metà il "tributo speciale per il conferimento in discarica".
Il tutto ha avuto origine nel 2009 da una interpretazione errata da parte della Regione siciliana di una circolare del 2009 del Ministero dell'Ambiente, allora diretto da Marco Lupo. Interpretazione errata e smentita da giudizi e dalla stessa UE, ma mai corretta nella sua applicazione. La qual cosa ha causato perdite per decine di milioni di euro alla Regione siciliana con effetti negativi sul finanziamento di impianti alternativi alle discariche.
Il Presidente della Commissione ha esplicitamente chiesto se per questo illecito era stato presentato esposto e l'Ing. Durante ha preannunciato un atto in tal senso da parte di Zero Waste Sicilia.
Zero Waste Sicilia ha infine consegnato materialmente la documentazione dei reati individuati e un quaderno sulla contrarieta` alla produzione del CSS (Combustibile Solido Secondario) come promemoria per la legislazione nazionale che si sta occupando in questi giorni della calendarizzazione della Legge d'Iniziativa popolare "Rifiuti Zero, verso la sostenibilita`" e del disegno di legge sui reati ambientali non ancora previsti.
Sono state altresi audite l' associazione "Fare Ambiente" presente con il suo coordinatore regionale l'ex onle Nicola Nicolosi e l'architetta Lima,  si sono concentrati sulla discarica Bellolampo, sull'intreccio confindustria/regione annoverando nelle omissioni dei controlli il vulnus della difesa della salute dei cittadini e dell'ambiente. Il WWF presente con il referente provinciale Pietro Ciulla ha ribadito l'importanza dell'opera di sensibilizzazione che associazioni volontarie e diffuse, come il WWF, svolgono costantemente sul territorio.

www.zerowastesicilia.it

sabato 21 marzo 2015

Milazzo, i dati (Ispra) della raccolta differenziata


I dati sui rifiuti urbani di tutti i comuni italiani sono stati acquisiti dall'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ed elaborati e pubblicati online con cadenza annuale e visionabili accedendo alla sezione Catasto Rifiuti - Rifiuti Urbani. Il Catasto dei rifiuti assicura un quadro conoscitivo completo e costantemente aggiornato in materia di produzione e gestione dei rifiuti urbani e speciali. Cliccando sull'immagine si leggono i dati della raccolta differenziata relativi al Comune di Milazzo. Il trend della raccolta differenziata è veramente allarmante. il 2,58% di raccolta differenziata nel 2013 non lascia sperare nulla di buono se non saranno adottate opportune strategie per cambiare verso e se non ci sarà un coinvolgimento positivo dei cittadini, delle imprese, delle attività commerciali e una completa accettazione delle modalità di raccolta differenziata previste dal nuovo piano. A Milazzo e in tutti i comuni del comprensorio della Valle del Mela serve una raccolta dei rifiuti intelligente, un nuovo progetto che sfrutti le tecnologie più moderne e le buone pratiche. La Giunta municipale ha approvato il Piano di intervento della costituita Area di raccolta ottimale (Aro) di Milazzo cui spetta la governance dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti. Il nuovo piano è stato inviato l'8 ottobre 2014 al competente Assessorato regionale per l'approvazione. Peccato, però, che il piano non sia ancora pubblico e visionabile sul sito del Comune per permettere ai cittadini di esprimersi in merito agli obiettivi strategici e al metodo del modello proposto e contribuire al suo miglioramento con suggerimenti e osservazioni.

lunedì 16 marzo 2015

Petizione popolare per dire “No alla conversione a CSS della centrale elettrica Edipower di S.Filippo del Mela”

È partito ieri l’evento itinerante del movimento spontaneo “No inceneritori del Mela” dal titolo “Ci avete rotto i polmoni  - tour”. Lo scopo del tour è di informare e sensibilizzare i cittadini della Valle del Mela  e raccogliere le firme per una Petizione Popolare, con la quale si chiederà alle autorità competenti nazionali, regionale e locali di negare l’autorizzazione ad ogni ipotesi di conversione della centrale elettrica di San Filippo del Mela che preveda l’utilizzo del CSS (Combustile Solido Secondario), ovvero, di bruciare la frazione indifferenziata dei rifiuti solidi urbani. Nella petizione (clicca qui per scaricare la petizione) vengono ben spiegati le motivazioni e le ragioni della netta opposizione all’utilizzo del CSS.  Bruciare la spazzatura nella centrale di Archi aggraverebbe ulteriormente l’impatto ambientale complessivo. La prima tappa del  tour si è tenuta ieri ad  Olivarella, dove in poche ore, in Piazza Cannistraci, sono state raccolte più di 300 firme. Prossima tappa sarà il 22 marzo a Venetico e il 29 marzo a Milazzo