mercoledì 20 settembre 2017

S.Teresa di Riva, titolare di un noto locale condannata ad un mese di arresto per disturbo al riposo delle persone. Nessuna condanna, invece, per il sindaco.

Ancora una condanna  per la titolare di un pubblico esercizio di Santa Teresa di Riva che, questa volta si è vista infliggere dal Giudice monocratico del Tribunale di Messina, un mese di arresto
La recidiva del comportamento dell'imputata ha indotto il Giudice a rifiutare l’oblazione chiesta dall’avvocato di quest'ultima. La sentenza di condanna di primo grado è del 19 settembre 2017, quattro anni dopo i fatti.
Nel 2013 e ancora prima nel 2012, l’allora sindaco di Santa Teresa di Riva, informato del pericolo cui erano sottoposte alcune persone e richiesto di intervenire, ai sensi dell’articolo 9 della legge quadro sull’inquinamento acustico, non ha preso alcun provvedimento per tutelare la salute delle persone esposte ai rumori molesti, ma, incredibilmente, ha concesso ai gestori del locale il prolungamento dell’orario dei trattenimenti tenuti in orario notturno, ad alto volume e oltre l'orario consentito, per evitare loro le multe dei Vigili, gratificando così, non si capisce a quale titolo e fine, i gestori del locale, senza curarsi di esporre ad ulteriore pericolo i malcapitati costretti a subire i rumori molesti.
C’è da chiedersi, oggi, come mai il comportamento dell'imputata è stato considerato penalmente rilevante e, ciò non di meno, nessun provvedimento è stato adottato nei confronti dell'Amministrazione che quel comportamento - sanzionato penalmente - ha "autorizzato". 

giovedì 14 settembre 2017

Elezioni Sicilia, le primarie di Cateno De Luca

Primarie a costo zero e senza gazebo per l’eclettico Cateno De Luca che con una trovata singolare si candida alle elezioni regionali per avere l’investitura del popolo a candidarsi come sindaco di Messina. Una specie di sondaggio sul gradimento della sua candidatura a sindaco, certificato dall’esito delle urne alle prossime elezioni regionali. La carica di Sindaco è incompatibile con quella di parlamentare all’Ars, pertanto Cateno De Luca chiederà di essere votato non come parlamentare, ma, appunto, per essere legittimato a candidarsi alla carica di Sindaco alle elezioni comunali. Egli ha anche stabilito in 20 Mila, non uno in più, la soglia di voti da raggiungere nella Città di Messina per vincere le sue personali primarie.
Alle regionali si presenterà nella lista “Udc-SiciliaVera” collegata a Musumeci.  Quelle di De Luca non saranno primarie di coalizione, ma di “collocazione”. A seconda del risultato farà l’aspirante sindaco di Messina o il deputo all’Ars.

lunedì 11 settembre 2017

Inceneritore del Mela, la Citta Metropolitana di Messina ribadisce il parere negativo

La Città Metropolitana di Messina con una nota del 6 settembre 2017 a firma del Sindaco Metropolitano Renato Accorinti conferma il proprio parere contrario nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto “Impianto di valorizzazione energetica di CSS da realizzarsi nella Centrale esistente di San Filippo del Mela (Me)”.

Il documento è visionabile sul sito del Ministero dell’Ambiante oppure cliccando (QUI)

sabato 26 agosto 2017

Elezioni regionali, attori e comparse del teatrino della politica


Un interprete minore ma significativo del teatrino della politica regionale è il portavoce di "Sicilia Vera" Cateno De Luca. Nato a Fiumedinisi (Me) nel 1972. Appena diciottenne diventa consigliere comunale della sua città nei ranghi della democrazia cristiana e poi sindaco nel 2003. Tre anni dopo approda all’Ars nelle file dell’Mpa. Ma la fedeltà non è il suo forte: nel 2011 cambia sei volte gruppo parlamentare, arrivando a sostare nel Pdl  per poche ore, solo il tempo di far saltare gli equilibri in una delicata conferenza dei capigruppo. A giugno del 2011 il leader di Sicilia Vera è finito prima ai domiciliari e poi al divieto di dimora (misure cautelari successivamente revocate dalla Corte di Cassazione che le ha ritenute illegittime in relazione ai fatti contestati) con l’accusa di abuso d’ufficio e concussione per una vicenda risalente ai tempi in cui era sindaco a Fiumedinisi ed è stato rinviato a giudizio. Il processo non si è ancora concluso anche perché De Luca ha ricusato i Giudici. Nel 2012 si è dimesso da parlamentare dell’Ars per candidarsi alla presidenza della Regione. “Mi dimetto dall’Ars pronto a candidarmi alla presidenza della Regione. “Non è più accettabile che il parlamento siciliano si sia trasformato in una miserabile arena, nella quale gli stessi compagni di merenda della bella epoque si scontrano ora per un provvedimento, il bloccanomine, volto ad impedire al presidente della regione di procedere legittimamente a conferire incarichi in sostituzione di quelli che giungono a naturale scadenza nell’ambito dell’amministrazione regionale, impedendo al presidente del governo di esprimere le uniche e sole arti di governo di cui è maestro”. A maggio del 2012 venne eletto Sindaco di Santa Teresa di Riva. Successivamente, nelle elezioni regionali del 2012 con “Rivoluzione Siciliana” ha collezionato 25.058 voti di preferenza pari al 1.20%  dei votanti e 22.422 voti di lista (Fonte: www.repubblica.it).
Da sindaco di Santa Teresa di Riva (Me) si è distinto per il risanamento del bilancio comunale e l’ottenimento della Bandiera Blu, in virtù delle buone percentuali di RD raggiunte grazie alla raccolta “porta a porta”. Alle elezioni comunali del 2017 l'uscente Sindaco De Luca, prevedendo di riscuotere un ampio consenso tra i santateresini, ha messo in campo, artatamente, due sue liste, utilizzando in modo distorto la legge siciliana per l’elezione dei sindaci nei comuni fino a 15 mila abitanti, con l’intento di ottenere il totale controllo del consiglio comunale: elezione del sindaco e dei consiglieri comunali di maggioranza con la lista principale (nella quale ha designato candidato sindaco il suo delfino) e i consiglieri di minoranza con la lista di servizio (nella quale egli stesso era candidato sindaco fittizio, avendo dato indicazioni di votare il candidato sindaco della lista principale). Sfortunatamente o, forse, fortunatamente per lui, il giochetto non è andato a buon fine perché la (vera e unica) lista avversaria è riuscita ad arrivare seconda, ottenendo i seggi di minoranza. Solo chi ha una concezione distorta della politica e della cosa pubblica può pensare di poter fare tutte le parti in causa, proprio come un attore di teatro. Una politica di basso populismo a sfondo carismatico quella di De Luca, fatta di gesti, di scena, di proclami.
Naturalmente chi è dedito al teatrino della politica ha un copione per ogni circostanza. E improvvisamente, per le elezioni regionali del prossimo 5 novembre, il padrone di "Sicilia Vera" cambia copione:"Auspichiamo che tutta l'area di Centrodestra rinsavisca evitando un nuovo sacrificio della Sicilia. Siamo pronti a sostenere la candidatura a Presidente di Nello Musumeci, senza se e senza ma, a prescindere da quelle che saranno le alleanze e il quadro politico nel Centrodestra perché non possiamo riconsegnare la Sicilia agli autori del disastro degli ultimi cinque anni". “Musumeci è il candidato naturale della coalizione” - non lo era invece nel 2012 - “perché la sua scelta è nata in Sicilia per volere dei siciliani ed è anche la personalità con maggiore esperienza e possibilità di vittoria. Le altre candidature, non hanno sicuramente la naturale genuinità per salvaguardare i siciliani dall'atavico saccheggio dello Stato e dalle lobby politico - clientelari". “Forse è giunto il momento di smetterla con il teatrino …”. 
Improvvisamente Nello Musumeci diventa il candidato ideale e De Luca si dimentica di Roberto Di Mauro e delle primarie di coalizione. In questa occasione il dominus di "Sicilia Vera" usa le elezioni regionali e la candidatura di Musumeci per mettere a segno un altro colpo di teatro: raggiungere il 10% dei voti espressi dai messinesi, per legittimare la sua candidatura a sindaco della Città di Messina. In ogni caso, "Sicilia Vera" avrà l'opportunità di eleggere uno o più deputati all'Ars, cosa del tutto improbabile se De Luca si candidasse a presidente della Regione con la sua lista.

martedì 11 luglio 2017

Manifestazione "No Inceneritore" a San Filippo del Mela

In occasione della convocazione del Consiglio Comunale del 13 luglio 2017, alle ore 17, a San Filippo del Mela,  in seduta straordinaria, su richiesta di 1/5 dei Consiglieri,  sarà discussa, al terzo punto dell’ordine del giorno, la “richiesta di chiarimenti” in merito alla  “Procedura congiunta VIA/AIA per la realizzazione di un impianto di valorizzazione energetica di CSS, ubicato nel Comune di san Filippo del Mela (Me) …”, i comitati, le associazioni e i cittadini di tutto il comprensorio del Mela, hanno indetto una manifestazione, chiamando tutti alla mobilitazione, per chiedere il rispetto della volontà popolare, ovvero, la netta contrarietà alla costruzione dell’inceneritore per le ragioni ampiamente argomentate nelle “osservazioni del pubblico” relative alla documentazione del progetto e alla successiva documentazione integrativa presentata dal proponente.
La manifestazione di Giovedì 13 è contro l’inceneritore, ma allo stesso tempo vuole essere di supporto e appoggio all’amministrazione comunale di San Filippo del Mela. Appare non condivisibile e fuori luogo la dichiarazione del Commissario Biancuzzo "Non c'è un'avversità a priori all'impianto" alla luce delle caratteristiche del progetto e delle alternative all'incenerimento dei rifiuti, nondimeno riteniamo positivo che il Comune, come si evince dall' “allegato 3” al verbale del 16 giugno 2017, abbia ritenuto “indispensabile obbligare il gestore ad adottare tecniche di abbattimento delle emissioni convogliate ai camini (BAT), che garantiscano condizioni di operatività dell’impianto con valori di emissione ancora più restrittive pari a un decimo dei valori di legge”, come prescritto dal Piano Regionale Gestione Rifiuti.
Tuttavia il Gruppo Istruttore non ha recepito quanto evidenziato nelle Osservazioni del pubblico e richiesto dal Comune di San Filippo del Mela nella Conferenza dei Servizi del 19 giugno e, incomprensibilmente, ha accordato emissioni al camino di gran lunga superiori a quelle previste dalla normativa regionale, soprattutto alla luce di quanto disposto dal decreto legislativo 152/2006 all’articolo 29-septies: “Nel caso in cui uno strumento di programmazione o di pianificazione ambientale … riconosca la necessità di applicare ad impianti, localizzati in una determinata area, misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili … l'amministrazione ambientale competente … lo rappresenta in sede di conferenza di servizi …”. Per queste ragioni sarebbe auspicabile che il Comune di San Filippo del Mela si facesse promotore della richiesta di una revisione del PIC (Parere Istruttore Conclusivo); formulasse, in tempo utile, parere negativo nell’ambito della procedura di VIA; collaborasse e interagisse, nella massima trasparenza, con associazioni, comitati e cittadini nella lotta contro l’inceneritore. Il Movimento "no inceneritore" e le Amministrazioni dei Comuni della valle del Mela con in testa il Comune di San Filippo del Mela, nella malaugurata e remota ipotesi di parere positivo sulla compatibilità ambientale del progetto (espresso dal Ministro dell'Ambiente di concerto con il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo),  non subiranno passivamente l'ecomostro. Proporranno ricorso in tutte le sedi competenti, incluso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. E continueranno a lottare per tutelare la salute dell'ambiente e delle persone, sino alla vittoria!

giovedì 6 luglio 2017

Tutti di nuovo in piazza contro l’inceneritore

Pretendiamo il rispetto della VOLONTA’ POPOLARE!          Giovedì 13 Luglio ore 16.30 - Municipio di S.Filippo del Mela
Il progetto di A2A a Brindisi è stato bocciato grazie al fatto che Comune, Provincia e Regione si sono schierati compatti dalla parte dei cittadini, dando battaglia contro A2A in tutte le sedi sia VIA che AIA. L’esatto opposto di quello che sta avvenendo per l’inceneritore A2A a San Filippo del Mela. Al Comune di San Filippo del Mela ci è sempre stato detto “non preoccupatevi, siamo contro l’inceneritore”. I recenti fatti dimostrano il contrario. In particolare il Commissario Alfredo Biancuzzo appena insediatosi al Comune ha messo subito le cose in chiaro, dichiarandosi FAVOREVOLE ALL’INCENERITORE.
Dopo una delibera di consiglio comunale votata all’unanimità contro l’incenerimento, dopo un referendum comunale, a cui hanno partecipato circa 2800 filippesi, che ha segnato la vittoria schiacciante del NO all’inceneritore con il 96% dei voti, dopo che altre migliaia e migliaia di cittadini del comprensorio si sono espressi contro l’inceneritore mediante referendum, manifestazioni e petizioni, la posizione espressa dal Commissario è un chiaro ed inaccettabile insulto alla volontà popolare, alla salute dei cittadini ed al futuro di questo martoriato territorio. Come se non bastasse, dopo neanche una settimana dal suo insediamento, la posizione del Commissario è già stata formalizzata con l’assenso al Parere della Commissione AIA (il cosiddetto PIC), che è molto favorevole ad A2A. Infatti il PIC è stato approvato nell’ultima Conferenza dei servizi del 19 Giugno, a cui erano presenti il Commissario Alfredo Biancuzzo ed il Presidente del Consiglio comunale Gavino Paulesu. Invitiamo tutti i cittadini a scendere in piazza giovedì 13 Luglio alle 16,30 davanti al Municipio di San Filippo del Mela, per pretendere il rispetto della volontà popolare. L’inceneritore non passerà! Gli enti locali devono fare gli interessi dei cittadini che rappresentano, non di A2A. Per questo chiediamo con forza che i rappresentanti del Comune di San Filippo del Mela rimedino agli errori compiuti:
- inviando una nota di disapprovazione e contestazione del Parere Istruttorio Conclusivo (PIC), chiedendone l’indispensabile revisione;

- inviando una nota di disapprovazione e contestazione del Parere Istruttorio Conclusivo (PIC), chiedendone l’indispensabile revisione;
- formulando finalmente un parere definitivamente contrario nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale dell’inceneritore;
- collaborando con comitati, cittadini e associazioni: non è accettabile che questi ultimi debbano essere lasciati soli a condurre la lotta nell’ambito della procedura VIA-AIA, mentre il comune e le altre amministrazioni coinvolte latitano o addirittura giocano a favore di A2A.

mercoledì 5 luglio 2017

Incenetitore del Mela e PIC

A proposito del  Parere Istruttorio Conclusivo (PIC),  in merito al procedimento congiunto  VIA-AIA, relativo all’Autorizzazione Integrata Ambientale, “Riesame per richiesta di modifica relativa alla reailizzazione dell’impianto di Valorizzazione Energetica di CSS”, esso appare alquanto prono alle posizioni del proponente (A2A Energiefuture).
Ci riferiamo in modo particolare alla conformità del progetto con le indicazioni fornite dal “Piano Regionale per la gestione dei rifiuti urbani” che era stata oggetto di alcune nostre Osservazioni allo studio di impatto ambientale, alle controdeduzioni e alle integrazioni presentate dal proponente.
La prima cosa che salta agli occhi dalla lettura del paragrago 6.1 del Pic è la “scoperta” del Gruppo Istruttore della  “temovalorizzazione” quale una delle tecnologie a servizio della gestione dei rifiuti previste dal Piano.  Il Piano regionale prevede per la termovalorizzazione dei rifiuti una serie di indicazioni  in ordine all’efficienza, all’efficacia ed alla sicurezza dell’impianto, aggiuntive rispetto a quanto previsto dalla Legislazione in tema di applicazione delle BAT (migliori tecniche disponibili). Tuttavia,   nonostante questa seconda “scoperta”, il Gruppo Istruttore invece di fare proprie le indicazioni del Piano regionale, ha sposato la tesi del proponente,  sostenendo che il presente provvedimento (AIA) riguarda un progetto di termovalorizzazione (incenerimento con recupero di energia) dei rifiuti speciali (CSS) "e non di rifiuti urbani generici cui specificatamente è dedicato il Piano di Gestione" in questione.  Dunque, anche a parere del gruppo istruttore, al “termovalorizzatore” non si applica il Piano di gestione dei rifiuti della Regione Siciliana. Una grande bestialità, a nostro parere, che non ha alcun fondamento. Il fatto che il CSS, come rifiuto speciale, non sia soggetto a vincolo di bacino  non vuol dire che non si debba applicare quanto prescrive il Piano regionale in ordine all’efficacia e alla sicurezza dell’impianto. È bene ricordare e ribadire che le Regioni, nell’esercizio delle loro competenze, non possono violare i livelli di tutela ambientale posti dalle leggi dello Stato, tuttavia possono pervenire a livelli di tutela più elevati come ribadito da sentenze della Corte Costituzionale (nn. 104 del 2008, 12,30 e 61 del 2009, 300 e 303 del 2013).
A novembre di quest’anno ci saranno le elezioni regionali. Chi vince e governerà dovrebbe puntare su tecnologie a freddo a servizio della gestione dei rifiuti tese al recupero di materia, come d’altronde raccomanda l’Europa, bandendo l'incenerimento dei rifiuti.

venerdì 30 giugno 2017

Bandi di Gara per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel SIN Area industriale di Milazzo

Area di proprietà comunale ex Cutroneo - Centro Comunale di Raccolta
L’agglomerato industriale di Milazzo-Giammoro, ubicato lungo la costa nord-orientale della Sicilia immediatamente ad est dell’abitato di Milazzo, rientra nel Sito di Interesse Nazionale  (SIN) “Area industriale di Milazzo” istituito ai sensi dell’art. 1, comma 561, della Legge n. 266/2005 e perimetrato con Decreto MATTM n. 2764/QdV/M/DI/B del 11.08.2006.
Il suddetto SIN si estende per circa 2.200 ha a mare e per circa 550 ha a terra, dove interessa i territori comunali di Milazzo, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, San Filippo del Mela e San Pier Niceto, ed è stato individuato quale area industriale inquinata, ad alto rischio ambientale, ove effettuare con concorso pubblico interventi di messa in sicurezza e bonifica di aree pubbliche e private.
In particolare, per quanto concerne le aree pubbliche, si evidenzia che l'accordo di programma prevede la realizzazione di una serie di interventi di caratterizzazione ambientale e/o messa in sicurezza che interessano:
·    Falda acquifera presente nel sottosuolo dell’intero SIN (intervento A);
Sul Sito web della Regione Siciliana sono stati pubblicati i Bandi di gara relativi all’accordo di programma “Per la fefinizione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale Area industriale di Milazzo del 323.02.2011.  
I Bandi sono visionabili anche cliccando (QUI)

giovedì 29 giugno 2017

Bando di gara “Piano di caratterizzazione Milazzo - B e C in materia di bonidiche e tutela delle acque

Oggi, è stato pubblicato sul sito della Regione Siciliana nella pagina web dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, Dipartimento dell’acqua e dei rifiuti, l’avviso di bando di gara mediante procedura aperta – Appalto per la “Esecuzione dei servizi previsti nel Piano di caratterizzazione ambientale dell’area marino-costiera e degli arenili (comprese le acque di falda) inclusi nella perimetrazione del SIN “Area industriale di Milazzo”-
L’importo complessivi dell’appaltp è di € 1.311.605.28, l’importo dei servizi sogetti a ribasso è di € 1.290.529.47 e l’importo oneri di sicurezza non soggetti a ribasso è di €21.075.81.
Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione scade il 31/07/2017, ore 13:00.


giovedì 22 giugno 2017

Inceneritore del Mela: concessa AIA ad A2A Energieguture.?

Chi ha a cuore la salute delle persone e dell’ambiente e si batte per uno sviluppo sostenibile non può che rammaricarsi della notizia apparsa sui locali organi di stampa del rilascio ad A2A Energiefutire Spa dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per la costruzione di un inceneritore (impianto di valorizzazione energetica di CSS) nella Centrale termoelettrica di San Filippo del Mela. Il parere favorevole del Gruppo Istruttore è passato con 7 voti a favore e 5 contrari. L’AIA è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che lo stesso sia conforme ai requisiti del decreto autorizzativo.
Tuttavia la decisione finale sul progetto di A2A Energiefuture si avrà al termine della procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Questa si basa soprattutto sui contenuti dello Studio di impatto ambientale (Sia), presentato dal proponente, e delle osservazioni pervenute. La formulazione del provvediemnto di valutazione di impatto ambientale del Ministro dell’Ambiente di concerto con il Ministro dei Beni Culturali decreterà il giudizio finale  (negativo o positivo) di compatibilità ambientale. Confidiamo che, alla fine, il buon senso e l’interesse della comunità prevalga sugli interessi di società private senza scrupoli che mirano esclusivamente a fare tanti e facili profitti. I rifiuti non si devono più bruciare: possono essere trattati a freddo (con un impatto ambientale molto minore), in appositi impianti che necessitano di meno capitali e meno tempo per la messa in opera e consentono più posti di lavoro.

domenica 18 giugno 2017

Cateno De Luca: “Avremo modo di misurarci alle elezioni regionali”

L'uscente sindaco di Santa Teresa di Riva, Cateno De Luca, nonostante l'elezione a sindaco del suo delfino (Danilo Lo Giudice) con oltre il 70% dei consensi ha attribuito all'ingratitudine dei suoi l'elemento che ha ridotto la sua prestazione elettorale. L’ingratitudine è stata l’acqua fredda che ha ridotto le dimensioni del suo smisurato ego. "Avremo modo di misurarci alle elezioni regionali" ha scritto ai suoi adulatori sui social. Le elezioni non finiscono mai.
A Santa Teresa di Riva, Cateno De Luca ha dato il meglio di sé candidandosi a sindaco con una lista artatamente collegata alla lista principale (la legge elettorale siciliana per l'elezione del sindaco nei comuni sino a 15 mila abitanti  prevede solo una lista collegata al candidato a sindaco), indicando di votare in modo disgiunto per il candidato a sindaco della lista principale (Governiamo Santa Teresa di Riva) e per la sua lista (Oltre De Luca), nella quale era anche capolista, nell'ignobile tentativo (non riuscito) di ottenere anche i seggi del consiglio comunale spettanti alla minoranza. 
Com’è stato possibile che neanche l’evidenza del raggiro della legge elettorale siciliana abbia provocato riprovazione nell’opinione pubblica e  nei media, tranne rare eccezioni?
Se si continua a ripiegare su interessi personali e di parte, la degenerazione della politica non si arresterà. Quale esempio diamo alle nuove generazioni se chi fa politica si affatica nella propria autoconservazione e nella costruzione della propria fortuna politica con ogni mezzo e ad ogni costo?
È troppo auspicare e sperare, anche a Santa Teresa di Riva, in un segno di discontinuità con la degenerazione etica della politica?
Questa è la domanda che si pongono tanti cittadini che hanno a cuore l’etica della politica e la responsabilità dell’esercizio democratico del potere.
“Penso che gli arrivisti della democrazia siano quelli che si preoccupano meno di tutti gli altri del futuro: soltanto il momento attuale li preoccupa e li assale. Essi amano il successo più che la gloria. Ciò che desiderano soprattutto è l’obbedienza. Ciò che vogliono è soprattutto dominare”, così scriveva Alexis de Tocqueville (De la democratie en Amerique, 1835).

mercoledì 17 maggio 2017

Gazebo del riuso a Gigliopoli

Anche quest’anno, in occasione della quarta edizione del Chi va piano Fest, a Gigliopoli, la città dei bambini spienserati, in contrada Baronia al Capo Milazzo, dal 2 al 4 giugno, all’interno di un ampio programma incentrato sull’educazione, stili di vita, apicultura, alimentazione, sostenibilità, consapevolezza e felicità, sarà allestito un Gazebo del Riuso, attivo per tutta la durata della manifestazione, a cura delle Associazioni O2Italia, Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, Comitato Jonico Beni Comuni e Zero Waste Sicilia.
Il Gazebo del Riuso rappresenta un’occasione di sensibilizzazione, per adulti e piccini, sulla necessità della prevenzione e riduzione dei rifiuti e la loro corretta differenziazione. Occasione imperdibile per donare o scambiare oggetti e beni che non si usano più e dei quali si è deciso di disfarsi. I beni donati o scambiati non si trasformeranno in rifiuti, la loro vita si allungherà, con evidenti vantaggi sociali ed ambientali. Nello spazio dedicato al Gazebo del riuso si discuterà e ci si confronterà sulle buone pratiche di riduzione dei rifiuti, sulla raccolta differenziata, sul riciclo, sul compostaggio domestico, sulle alternative alle discariche e agli inceneritori
Fate il passa parola, invitate i vostri amici a partecipare. Vi aspettiamo. Portate i  vostri bambini. Sensibilizziamo i nostri figli con esempi positivi e concreti. Gettare beni ancora utilizzabili nell'immondizia è uno spreco deprecabile. Lo spreco è un nemico da combattere ed il Gazebo del Riuso è sicuramente un esempio fertile per far crescere cittadini consapevoli del valore del no-spreco e del rispetto dell’uomo e dell’ambiente.
@gazebodelriusomilazzo
 

giovedì 11 maggio 2017

Diniego di giustizia, richiesta risarcimento danni allo Stato

Le istanze che avevo indirizzato ai Pubblici Ministeri della Procura della Repubblica di Messina, per sollecitare la riapertura delle indagini ai sensi dell’articolo 414 del codice penale, nei procedimenti archiviati contro i due Sindaci pro tempore del Comune di Santa Teresa di Riva, sono state rigettate “non ravvisandosi”, a giudizio dei magistrati, “i presupposti per la riapertura delle indagini”. 

Purtroppo, devo rilevare che questa decisione appare del tutto scollegata dalla realtà dei fatti e difficilmente condivisibile, sia per ragioni di buon senso, che per ragioni di diritto. Il suo effetto è quello di negare la possibilità di ristabilire un diritto calpestato e di lasciare i cittadini senza una reale tutela contro l’inquinamento acustico, nonostante l’esistenza di una normativa adeguata. Come anticipato nella mia lettera al Presidente della Repubblica e al Ministro della Giustizia, e nel post precedente intitolato “vorrei capire …”, ho dato seguito alla richiesta di risarcimento danni contro lo Stato. La mia denuncia è stata indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministro della Giustizia, al Presidente della Repubblica, al Consiglio Superiore della Magistratura e alla Procura Generale presso la Corte di Cassazione. Ho denunciato di essere stato vittima, in ben tre procedimenti penali, di un diniego radicale e ostinato di giustizia, perpetrato: con violazione della legge sostanziale, con mancato esercizio dell’azione penale nonostante l’evidenza degli obblighi previsti dalla normativa vigente; mancata verifica dei fatti, con indagini lacunose e superficiali; provvedimenti non rispondenti ai criteri della logica e del diritto, che hanno di fatto escluso ogni tutela nei confronti del mio nucleo familiare. Spero che questa iniziativa possa portare a una riflessione seria e costruttiva, contribuendo al miglioramento del sistema giudiziario e al rispetto dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. Sono fiducioso.”

 


sabato 22 aprile 2017

I rifiuti ci sommergeranno?

In Sicilia corriamo il serio rischio di rimanere sommersi dai rifiuti, data la situazione delle discariche, la carenza di impianti di trattamento della frazione organica e la modalità di raccolta stradale ancora prevalente, che non consente il raggiungimento neanche degli obiettivi minimini (65%) di RD.
Il caos gestionale persiste ancora oggi e difficilmente potrà essere risolto dai Commissari nominati dal Presidente della Regione con il D.P. del 9 marzo 2017 n. 526, anche se ci speriamo e rimaniamo aggrappati a questa speranza. Il trasporto dei nostri rifiuti in altre regioni o all’estero resta un incombente costosa opzione, tanto più costosa quanto più non si riuscirà a cambiare velocemente verso.
Estendere la modalità di raccolta porta a porta su tutto il territorio dell’Isola è l’unica soluzione attivabile in breve tempo che può consentire un consistente aumento della raccolta differenziata. Oltre all’attivazione del porta a porta è auspicabile l’adozione di un regolamento tecnico per la raccolta differenziata uguale in tutti i comuni dello stesso ambito territoriale. Ciò renderà possibile superare l’attuale frammentazione, che contribuisce al lievitare dei costi dei servizi. Il  porta a porta per raggiungere i risultati che si prefigge deve essere organizzato in ogni suo aspetto e non può essere lasciato all’improvvisazione del gestore di turno o alla buona volontà dell’assessore o funzionario comunale, ma è necessario uno specifico piano che faccia riferimento al piano d'Ambito e di un dettagliato piano di avviamento e relativo cronoprogramma per ogni singolo comune.
I Centri Comunali di Raccolta (CCR), sono necessari soprattutto con la modalità di raccolta porta a porta. Il recente bando da 25 milioni per la realizzazione, ampliamento o adeguemento dei CCR è buona cosa e si spera che i comuni si attivino e migliorino l’organizzazione della raccolta differenziata in modo da soddisfare al meglio i criteri di ammissibilità per ottenere i finanziamenti.
Ognuno deve fare la sua parte se si vuole evitare il peggio: dal singolo cittadino che separa correttamente i rifuti prodotti al soggetto incaricato della raccolta e trasporto dei rifiuti; dalle istituzioni preposte alla governance e al controllo della gestione integrata ai gestori degli impianti di trattamento e recupero o smaltimento dei rifiuti; dai produttori di beni di consumo al cittadino consumatore che dovrebbe privilegiare l'acquisto di prodotti riusabili, riciclabili o compostabili. Dipende da noi evitare il peggio.