IL SINDACO DE LUCA MI HA PRATICAMENTE
BUTTATO FUORI DAL COMUNE E MI HA INVITATO A NON TORNARCI. (Almeno così mi è
sembrato).
Ogni volta che nel locale accanto
casa nostra fanno musica dal vivo o tengono alta la musica dell’impianto di diffusione
per noi è una ferita che sanguina. Chi non si è mai trovato in situazione
analoghe probabilmente non riesce a capire. Non stiamo parlando di disturbi
provocati occasionalmente una o due volte al mese ma di disturbi con una frequenza
quasi quotidiana. È una situazione di abuso (il mancato rispetto dei limiti di legge
delle emissione sonore) così evidente che in nessun paese civile al mondo
sarebbe tollerata. Ve lo dice uno che per mestiere ha girato il mondo.
Sto cercando con tutti i mezzi di
evitare questo calvario soprattutto per i miei anziani genitori. Lotto ogni giorno.
Purtroppo, le denunce servono a poco. A me non interessa
che i gestori, se ritenuti colpevoli, vengano condannati tra qualche anno. Preferirei che
venissero fermati subito. A noi interessa che i gestori vengano messi nelle
condizioni di non nuocere, adesso. Vogliamo che la nostra salute e il nostro
diritto al riposo vengano salvaguardati da chi ne ha il compito.
Dopo che ho parlato con il Signor
Sindaco giorno 20 agosto, e lui ha dato le disposizioni per l’emanazioni dei “provvedimenti
consequenziali”sono andato quasi giornalmente al Comune e presso il Comando
della Polizia Municipale per avere notizie sui provvedimenti che il Comune
avrebbe assunto (speravo in un intervento immediato) e per poter visionare ed
eventualmente estrarre copia della documentazione che avevo richiesto con formale
istanza di accesso atti presentata il 3 agosto. Ho potuto solo parlare con un
disponibilissimo Segretario Comunale che mi ha anticipato che la linea del
Comune era praticamente quella tenuta in passato: nessun intervento immediato
per inibire i rumori molesti. Mi ha anche anticipato che il Direttore Area
Vigilanza avrebbe delucidato lunedì 27 agosto con apposita “relazione” i motivi
di tale determinazione.
Ieri prima di postare il commento
n.3 (che ha fatto irritare il Signor Sindaco e gli ha fatto lanciare la fatwa o
l’editto bulgaro, come preferite, nei miei confronti), sono andato prima al
Comando Vigili per parlare con il Direttore Area Vigilanza. Il Direttore non mi
ha ricevuto e mi ha fatto dire da una gentile impiegata che avrei potuto,
previo pagamento dei diritti di segreteria, ritirare i documenti presenti al
Comando della Polizia Municipale. Ho detto che volevo visionare i documenti prima
di estrarne eventuali copie e che avrei voluto (preteso) una risposta ufficiale
e completa alla mia istanza che spiegasse i motivi per cui alcuni documenti
da me richiesti non erano disponibili. La risposta del Direttore, tramite la
gentile impiegata è stata che avrebbe provveduto a farmi recapitare apposita
nota.
Lasciato il Comando dei vigili
sono andato al Comune. Sindaco e Segretario Comunale non erano in sede. Nessuno
sapeva quando e se il Sindaco sarebbe tornato.
Tornato a casa prima di postare il
commento, ho telefonato alla Segreteria Sindaco (09427861223) per avere notizie
sul Sindaco. Chi ha risposto non sapeva niente e mi ha consigliato di venire in
Comune in tarda mattinata o di richiamare. Un pò contrariato e irritato, ho
completato il commento n° 3 e l’ho messo in rete.
Non sarei più tornato al Comune
se poco dopo, verso le 11:00, non fosse
venuto un Vigile Urbano a consegnarmi (con inusitata celerità) direttamente a
casa una nota del Direttore Area Vigilanza relativa alla mia richiesta di
accesso atti.
Con questa nota mi veniva
comunicato che avrei potuto nei giorni stabiliti e negli orari stabiliti
prendere visione di due documenti presenti presso il Comando dei Vigili. Nessun
riferimento agli altri documenti richiesti.
Così sono tornato al Comune per
parlare di questo con il Segretario Comunale. Il Segretario Comunale era
impegnato con il Sindaco ed altri componenti l’Amministrazione proprio nel suo
Ufficio. Saputo che appena libero mi avrebbe ricevuto sono andato a fare un
nuovo biglietto per prolungare la sosta di un’ora della macchina parcheggiata
nelle strisce blu sulla nazionale.
Verso 12:45, o forse prima, vengo
chiamato per entrare nell’Ufficio del Segretario senza che in effetti si fosse
liberato per potermi ricevere. Credo che mi abbiamo guardato tutti con invidia
e che abbiano pensato che fossi il solito raccomandato.
Entrato nell’ufficio vengo
colpito dalle facce tristi e dagli occhi bassi dei presenti. Il Signor Sindaco
parlava al cellulare. Un Assessore si alza per farmi accomodare. Non capendo
cosa stesse succedendo chiedo conferma prima di sedermi. Mi siedo. Capisco che
qualcuno sta leggendo al Signor Sindaco il mio post, presumibilmente l’ultimo
commento, Lui intercalava "ah" ad ogni
frase riferita ed in ultimo ha chiesto a che ora: "Circa due ore fa è stato il responso".
Purtroppo, non sono in grado di
riferirvi come esattamente si è espresso il Signor Sindaco. Posso dire che non
è stato offensivo. Per spiegarvi mi ha fatto il cazziatone perché secondo Lui
ho offeso l’Istituzione che Egli rappresenta. Non ha digerito il termine
“cazzaro”. Insomma ne ha approfittato per fare uno show a beneficio delle
persone presenti nell’ufficio e di quelle in sua attesa fuori dalla porta..
Mi ricordo che mi ha detto di non
farmi più vedere e di non tornare più al Comune. Non so esattamente come l’abbia
detto ma il concetto è stato più o meno questo.
Insomma mi sono macchiato del
reato di Lesa Maestà e sono stato marchiato e additato come reo. Messo alla gogna.
Al suo invito di uscire subito
fuori dalla stanza ho provato a fare resistenza. Poca in verità. Ma meglio
così. Mi sono mantenuto calmo ed ho evitato che lo spettacolo degenerasse in
rissa verbale.
Non sono neanche in grado
riportare con esattezza le cose che ho detto (balbettato). Gli ho detto che sono
un cittadino libero che esprime le sue opinioni.
Quando mi ha invitato per
l’ennesima volta ad uscire e andare via gli ho detto che ero venuto per parlare
col Segretario. La risposta è stata che il Segretario era occupato.
Peccato che non ci fosse la diretta
streaming, così i futuri elettori avrebbero potuto vedere quanto sia tosto e democratico il nostro Signor Sindaco.
Il suo modo di fare politica non
mi piace. Come persona mi è simpatico. Sarebbe potuta nascere una bella
amicizia. Peccato. Credo che risulti simpatico a molti altrimenti non avrebbe
il successo che ha. Nessuno nega che oltre ad ispirare simpatia abbia anche
capacità. Capisco che quello che ho scritto non gli sia piaciuto, e comprendo
la sua reazione. Se si ritiene offeso, può rivalersi nelle sedi opportune. Io se ho
sbagliato ne pagherò le conseguenze.
Tuttavia, il
mio intento col post e con i commenti non era quello di offendere ma di
denunciare i fatti all’opinione pubblica. Pensavo e penso che “cazzaro” non
fosse e non sia una parola offensiva, ma un termine per descrivere uno che "le spara grosse".
Il mio non era un
giudizio definitivo, meglio dire un’opinione definitiva: i giudizi li danno i
giudici. Ricordo che questo è un blog, un luogo aperto e libero dove si
esprimono opinioni. Il Signor Sindaco o chi per Lui può chiedere rettifiche,
può confutare le opinioni di chicchessia con altre opinioni, argomenti o fatti.
C’è libertà, c’è contraddittorio.
Lo avevo già definito
simpaticamente “cazzaro” in tempi non sospetti: prima delle elezioni. Gli ho
anche indirizzato una lettera aperta dopo che ha vinto le elezioni sempre sul blog.
Caro Signor Sindaco De Luca, non era nelle mie intenzione mancare di
rispetto alla sua persona. Io ho rispetto di tutte le persone dalle più umili
alle più altolocate. Ho molto apprezzato la Sua cortesia nel ricevermi quando
ho chiesto udienza. Dal mio punto di vista, è stato Lei a mancare di rispetto nei miei confronti. Mi
ha preso per i fondelli. Mi ha fatto credere che avrebbe risolto il problema.
Non era vero. Avrebbe potuto dirmi, semplicemente, "Aldo mi spiace ma noi
crediamo che i gestori del bar abbiano tutto il diritto di fare musica per come
la fanno". Io avrei apprezzato la sua sincerità e la sua assunzione di
responsabilità e il mio giudizio finale sarebbe rimasto “Finalmente un
Sindaco”.
Tanto per capirci, io tornerò al
Comune ogni qualvolta lo riterrò opportuno. Se pensa di avermi intimorito si
sbaglia di grosso. Si comporti bene o io la sputtanerò ogni volta che me ne
darà occasione.
Sono un cittadino e intendo
essere trattato come tale. Lei a me non può dare ordini e non può proibire niente.
Le consiglio in futuro, se mai dovesse incontrami, di non alzare più la voce. E
di non alzarla con nessuno. Non si addice ad un uomo delle Istituzioni. Gli
uomini piccini alzano la voce. Ed eviti anche di dare pubblico spettacolo
quando da udienza ad un cittadino, anche se si ritiene offeso.